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Lifestyle 2 min di lettura1 ora fa

Keeling apre a Napoli il primo negozio italiano

Il marchio fiorentino propone capi in fibre naturali e tinture progettate per ridurre acqua, energia e microplastiche

Keeling inaugura a Napoli il suo primo negozio in Italia, dopo l’avvio delle vendite attraverso il commercio elettronico. Il marchio di abbigliamento casual propone collezioni per uomo e donna con un’attenzione particolare alla tutela dell’acqua e degli ecosistemi marini.

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Tintura applicata anche al capo finito

La tecnologia brevettata dall’azienda può essere utilizzata sia sul tessuto ancora in pezza sia sull’indumento già confezionato. Secondo Keeling, il procedimento consente di ottenere colori intensi e una finitura riconoscibile limitando in modo rilevante l’impiego di risorse.

«La moda può essere parte della soluzione: materiali naturali, nylon riciclato, tintura pulita, minore consumo di risorse e un impegno concreto contro la diffusione di microplastiche», ha affermato Andrea Galluzzo parlando delle scelte produttive del marchio. L’obiettivo dichiarato è mettere l’acqua al centro del processo, dalla realizzazione dei tessuti fino alla loro colorazione.


Fibre naturali e nylon riciclato

Per ridurre il rilascio di microfibre, l’azienda utilizza soprattutto cotone e lino. A questi materiali affianca nylon tecnico composto in larga parte da filato riciclato, così da contenere il ricorso a nuova plastica nella produzione.

Galluzzo ha spiegato che la decisione riguarda anche la fase d’uso dei capi: le fibre naturali impiegate da Keeling non disperdono microplastiche durante il lavaggio. La scelta si discosta dall’impiego esteso di fibre sintetiche a basso costo, considerate dal marchio una delle principali fonti dell’inquinamento da microfibre.


Meno acqua nei processi produttivi

La tintura rappresenta uno dei passaggi più dispendiosi per l’industria tessile. Per una maglietta di cotone, secondo la stima citata dall’azienda, possono servire 2.700 litri di acqua dolce, mentre le lavorazioni di tintura e finissaggio incidono per circa il 20% sull’inquinamento globale dell’acqua potabile.

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Il metodo sviluppato da Keeling consente, nei dati forniti dal marchio, di tagliare fino al 93% l’utilizzo di acqua e oltre l’80% il consumo energetico. Il trattamento elimina inoltre il sale, sostanza associata all’aumento della salinità delle acque di scarico. I lavaggi dei capi sintetici, ha aggiunto Galluzzo, disperdono ogni anno negli oceani circa mezzo milione di tonnellate di microfibre; un singolo lavaggio di poliestere può liberarne fino a 700.000.


Dalla Toscana al punto vendita napoletano

Keeling è nato nel 2020 a Firenze e inizialmente ha guardato soprattutto ai mercati esteri. Il nome richiama le Isole Cocos Keeling, nell’Oceania, mentre la guida del progetto è affidata al fiorentino Andrea Galluzzo e allo svizzero Tommaso Conforti.

La progettazione, lo sviluppo delle collezioni, la distribuzione e la logistica europea fanno capo a Florens srl, società della famiglia Galluzzo con sede a Campi Bisenzio, nell’area metropolitana fiorentina. Il marchio è collegato a Hercules Holding attraverso Sealand International, società fondata nel 2018 negli Emirati Arabi per sostenere l’espansione in Medio Oriente di imprese cinesi.

La scelta di Napoli per il primo negozio italiano è legata al rapporto della città con il mare. Galluzzo ha spiegato che questa caratteristica è vicina all’identità originaria di Keeling, nato come marchio di abbigliamento sportivo pensato per l’estate e per chi vive il tempo libero vicino all’acqua.

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