43notizie oggi Scopri i vantaggi
Lifestyle 2 min di lettura1 ora fa

Jovanotti, il cinema gli mette un punto: «Io appartengo a Francesca

Alla Festa del Cinema di Roma Lorenzo Cherubini racconta il legame con la moglie e il documentario nato da sette anni di riprese

«Appartengo a lei, completamente, al cento per cento». Nel 2024, parlando di Francesca Valiani, Jovanotti aveva descritto così il rapporto con la moglie, aggiungendo che proprio lei gli insegna molte cose. Un legame centrale nella sua vita, ma costruito nel tempo e tutt’altro che privo di difficoltà.

Offerta del giorno17 ottobre

Douglas

-20% su ordini da 69€ da Douglas

Scade tra 2 giorni
*******


Un legame nato a Cortona

Francesca, originaria di Cortona, incontrò Lorenzo quando aveva quattordici anni. Lui lavorava come disc jockey in una discoteca della cittadina toscana e le fece recapitare un biglietto; la coppia si sarebbe sposata nel 2008.

Raccontando la loro storia, il cantante ha spiegato che una sintonia profonda non coincide con la semplicità quotidiana. Secondo Jovanotti, in ogni coppia c’è anche chi si occupa con maggiore costanza di mantenere vivo il rapporto: «Tra i due c'è sempre uno che si dedica alla manutenzione dell'amore».


L’incontro che ha acceso i riflettori

Alla Festa del Cinema di Roma, Lorenzo Cherubini ha condiviso il tappeto rosso con Francesca Valiani e la figlia Teresa. Tra gli ospiti presenti c’erano anche Giuliano Sangiorgi e i registi Dario Zonta e Carlo Zoratti.

Prima delle fotografie, però, il cantante ha attirato l’attenzione con un omaggio spontaneo a Gianni Morandi: gli si è avvicinato, ha accennato un inchino e poi lo ha stretto in un abbraccio. Un gesto giocoso, seguito dagli scatti dei fotografi, che ha accompagnato la sua presenza alla manifestazione.


Il film nato senza copione

Al centro della serata c’era il documentario «Lorenzo – L'incredibile avventura di Jovanotti», arrivato al termine di un percorso durato sette anni. Le riprese hanno raccolto materiali diversi, compresi alcuni filmati in Super8 realizzati dal padre dell’artista, di cui lo stesso Jovanotti ignorava l’esistenza.

Chiedi a Readoo3 / 3 oggi

Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.

Readoo usa l’AI per rispondere velocemente alle tue domande.

Il cantante ha lasciato ai due registi piena libertà nel selezionare e organizzare ciò che avevano raccolto. Ha raccontato di aver consegnato loro «le chiavi di casa», per poi attendere il risultato senza trasformare il progetto in un’autobiografia controllata.


Un punto che non vuole fermarsi

La visione del documentario lo ha colpito anche perché il montaggio ha restituito aspetti che non aveva previsto di mostrare. Per questo ha detto di non sentirsi il padre dell’opera, bensì il figlio: il film, a suo giudizio, è riuscito a raccontarlo oltre le intenzioni iniziali.

Durante l’incontro gli è stato chiesto che cosa direbbe al Jovanotti di vent’anni fa. La risposta è stata un invito a proseguire senza cercare lezioni già confezionate, vivendo ogni esperienza fino in fondo.

Alla domanda su ciò che avrebbe modificato il corso della sua esistenza, ha indicato amore e dolore, distinguendone però il peso: «Ma il dolore non insegna niente, l'amore insegna tutto». Anche per questo il documentario, pur segnando una tappa, non rappresenta per lui una conclusione definitiva.

Ti è piaciuto? Condividilo

Continua a leggere