Joe Manganiello, la malattia senza nome: «Sono rinato
Dopo sette anni segnati da dolori, ricoveri e operazioni, l’attore racconta la sua esperienza in Bloodlines e mostra le immagini della lunga convalescenza
Oggi Joe Manganiello dice di non avere più sintomi e di aver smesso di assumere i medicinali prescritti durante la malattia. Eppure, dopo sette anni di problemi gravissimi, i medici non sono mai arrivati a una diagnosi definitiva. «Non riesco a credere di essere vivo. Mi sento come se fossi rinato», racconta l’attore nella sua autobiografia.
Il racconto comprende anche il periodo più difficile del matrimonio con Sofia Vergara, celebrato nel 2015. Secondo Manganiello, quando le sue condizioni fisiche peggiorarono, il rapporto con l’ex moglie — il divorzio è stato concluso nel 2024 — si raffreddò fino a diventare, a suo dire, «privo di qualsiasi emotività». L’attore sostiene inoltre che lei si rifiutasse di abbracciarlo anche quando glielo chiedeva apertamente. Dal 2023 Manganiello è legato a Caitlin O’Connor.
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Una malattia ancora senza spiegazione
I primi segnali furono dolori addominali così intensi da impedirgli persino di camminare. Le ulcere nell’apparato digerente si accompagnarono a febbre, stanchezza, mal di testa, lesioni cutanee con vesciche e perdite di sangue dal retto.
Con il passare del tempo il quadro clinico divenne ancora più serio. Manganiello racconta di aver attraversato più episodi in cui ha rischiato di morire e definisce quella fase «il periodo più brutalmente difficile della mia vita». Nel suo caso, aggiunge, le patologie autoimmuni sembravano raccogliere tutto ciò che la medicina non riusciva a spiegare.
Le immagini dopo l’operazione
A testimoniare la gravità della situazione non è soltanto Bloodlines, disponibile da oggi in libreria. Su Instagram l’attore ha pubblicato alcune fotografie scattate durante i ricoveri, nelle quali appare molto dimagrito, seduto accanto al letto e collegato alle apparecchiature ospedaliere.
In una delle immagini Manganiello mostra il corpo dopo l’intervento d’urgenza del 2016, quando gli fu asportata una parte dell’intestino crasso. Nelle settimane successive il suo peso diminuì di 27 chili: «Nei giorni successivi all’intervento, il mio peso ha iniziato a calare drasticamente». Nella fotografia, spiega, si intravede anche la parte superiore della sacca per la stomia sotto le lenzuola.
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Il lungo percorso chirurgico
Un’altra fotografia documenta l’addome dopo l’operazione con cui la sacca è stata eliminata e il tratto digerente rimasto è stato nuovamente collegato. Il percorso non si è quindi concluso con il primo intervento, ma ha richiesto ulteriori procedure e una lunga fase di recupero.
In un terzo scatto l’attore mette in evidenza le eruzioni sul viso, comparse durante gli anni della malattia. Manganiello parla di una combinazione di numerosi disturbi della pelle, aggiungendo che il volto era stato colpito da quasi ogni patologia cutanea possibile.
Dalla forza fisica alla vulnerabilità
Il pubblico aveva imparato a riconoscere Manganiello per il fisico imponente e per ruoli come quello del licantropo in True Blood e del ballerino in Magic Mike. Le fotografie diffuse ora restituiscono invece un’immagine opposta a quella costruita sullo schermo: un uomo provato, sottoposto a cure invasive e costretto a confrontarsi con la propria fragilità.
Il libro ricostruisce una vicenda durata sette anni e culminata nel ricovero del 2016. Nonostante la scomparsa dei sintomi e l’interruzione delle terapie, l’attore resta senza una risposta conclusiva sull’origine della malattia.
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