Ippolito, la sfida Rocky: «Stallone mi parlò della sua solitudine»
Il 27enne italo-americano, premiato a Roma, interpreta Sylvester Stallone nel film di Peter Farrelly dedicato alla nascita del pugile più celebre del cinema
Anthony Ippolito ha ricevuto alla Festa del cinema di Roma il Premio Progressive alla Carriera, ma il riconoscimento arriva in un momento ancora più significativo: il giovane attore è il volto di Sylvester Stallone in I Play Rocky, il film che ripercorre la difficile nascita del personaggio destinato a cambiare la storia del cinema. L’uscita nelle sale italiane è prevista per il 31 dicembre.
La parte lo ha portato a confrontarsi con un’icona amata da generazioni, compreso lo stesso interprete. Ippolito, 27 anni, italo-americano, aveva già attirato l’attenzione con il ruolo di Al Pacino nella serie The Offer, dedicata alle origini de Il Padrino.
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L’incontro che ha cambiato la preparazione
Prima di cominciare le riprese, Ippolito ha incontrato Stallone con l’obiettivo di comprendere l’uomo oltre il mito. L’attore gli ha parlato degli anni più difficili, quando si sentiva isolato e quasi senza punti di riferimento, spiegando che la moglie Sasha Czack, con cui fu sposato dal 1974 al 1985, era rimasta al suo fianco mentre il resto del mondo sembrava non credere in lui.
«Stallone è stato un mio eroe e ho sempre amato lo stile italiano di questo film», ha raccontato Ippolito. Da quel colloquio ha ricavato una chiave per il personaggio: non soltanto la forza del pugile, ma anche la tenacia di un uomo capace di resistere fino a trasformare il proprio sogno in realtà.
Per affrontare il ruolo, l’attore ha consultato numerosi materiali d’archivio e ha seguito un intenso percorso fisico. Secondo Farrelly, partiva da una preparazione atletica quasi nulla e, nell’arco di un anno e mezzo, ha guadagnato oltre 15 chili.
Farrelly cercava l’essenza, non la copia
Il regista Premio Oscar Peter Farrelly ha spiegato che il progetto è nato anche dalla volontà di raccontare ciò che si nasconde dietro la leggenda di Rocky. Durante la lettura della sceneggiatura di Peter Gamble, si è accorto che molti aspetti della vicenda di Stallone gli erano ancora sconosciuti: dalle difficoltà economiche al periodo trascorso senza una casa, fino alle pressioni esercitate dai produttori, che avrebbero preferito una star per il ruolo principale.
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La scelta di Ippolito, invece, è maturata rapidamente. «Anthony ci ha mandato un provino registrato con un paio di scene del film, è stato il primo che abbiamo visionato e ho subito capito che la ricerca era chiusa», ha detto Farrelly. Il regista ha aggiunto di non conoscere inizialmente nemmeno i lavori precedenti dell’attore, compresa la sua prova in The Offer.
Ippolito ha chiarito di non aver puntato su una semplice imitazione. «Non volevo una caricatura o una copia, ma intendevo catturare l’essenza del personaggio», ha spiegato durante l’incontro con la stampa.
Un film costruito senza grandi mezzi
Il percorso della nuova pellicola presenta diverse analogie con quello del Rocky originale. Anche questa produzione ha dovuto fare i conti con risorse limitate: le riprese sono state completate in 24 giorni, mentre il film del 1976 ne aveva richiesti 28. Farrelly ha ricordato inoltre che il primo Rocky fu realizzato con una cinepresa stabilizzata, scelta dettata anche da esigenze economiche.
Il regista ha citato alcuni elementi già noti della storia, come il cane di Stallone e gli anni di precarietà, ma ha sottolineato soprattutto il contrasto tra le difficoltà iniziali e il successo raggiunto in seguito. Rocky ottenne tre Premi Oscar a fronte di dieci candidature; per il nuovo film, tuttavia, Ippolito preferisce non lasciarsi condizionare dalle aspettative.
Per lui il cuore della storia resta quello di una persona che prova a superare i propri limiti. Stallone, prima di arrivare al cinema, aveva svolto moltissimi lavori per poter inseguire la recitazione. Ippolito riconosce un percorso simile nella propria esperienza: da ragazzo immaginava quel futuro nel seminterrato della casa della nonna, quando Hollywood sembrava ancora irraggiungibile.
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