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Lifestyle 2 min di lettura3 ore fa

Iosno pubblica un libro sull’accettazione di sé

L’ex pubblicitario racconta mente, corpo e consapevolezza nel volume Diventare Io, pubblicato da Sperling & Kupfer

È arrivato in libreria Diventare Io. Come smettere di cercarsi nel posto sbagliato, il nuovo libro di Iosno. L’autore affronta il rapporto con le aspettative esterne, i pensieri e l’identità personale.

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Accettarsi senza interpretare ruoli

Classe 1978, Iosno ha lavorato per oltre vent’anni nella pubblicità, tra immagini, creatività e campagne video. In seguito a una crisi personale ha iniziato a interrogarsi sul funzionamento della propria mente e sul modo in cui si percepiva.

Il libro nasce da quel percorso e propone una riflessione sulle identità che costruiamo per soddisfare genitori, amici e società. Per l’autore diventare se stessi non significa raggiungere una forma definitiva, ma riconoscere i propri cambiamenti e guardarsi con maggiore comprensione.

«Cerchiamo così tanto il senso della vita che ci dimentichiamo il suo sapore», osserva Iosno. La frase riassume l’idea che conoscere ogni cosa non basti, se l’attenzione resta lontana dall’esperienza concreta del vivere.


Osservare i pensieri

Secondo Iosno, molte persone finiscono per confondersi con il proprio dialogo interiore. Imparare a osservare ciò che accade nella mente, senza giudicare ogni pensiero e senza seguirlo automaticamente, permette invece di distinguere tra quello che si pensa e ciò che si è.

Nel volume l’autore racconta di avere vissuto per circa quarant’anni seguendo una sorta di automatismo, senza fermarsi davvero a esaminare la propria mente. Guardarsi dentro può spaventare, perché affiorano ricordi, ferite emotive e immagini difficili da accettare; tuttavia, quella stessa mente può diventare sia un ostacolo sia uno strumento utile.

Dopo la pubblicità, Iosno ha portato questi temi nei libri, negli incontri e negli spettacoli teatrali. Nel 2025 aveva pubblicato Vivere Mindfulness con De Agostini.

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Il corpo segnala prima

Un altro tema centrale è l’ascolto del corpo, a partire dal respiro. Iosno sostiene che l’identificazione continua con pensieri e definizioni personali finisca per rendere meno visibili tensioni e sensazioni fisiche.

Dopo quella presa di coscienza ha modificato alcune abitudini e abbandonato certi vizi, non per offrire un modello agli altri, ma per recuperare una percezione più diretta di ciò che provava. Il corpo, spiega, può funzionare come un’antenna, anche se spesso viene coperto dai messaggi ricevuti e dall’immagine che ci siamo costruiti.


Un’esperienza di consapevolezza

Il passaggio più intenso del suo racconto riguarda un’esperienza vissuta seduto a lungo sul pavimento. «Mi sono accorto di me stesso», ricorda, descrivendo la sensazione di esistere non soltanto come osservatore del mondo, ma come parte di ciò che lo circondava.

In quel momento l’autore ha riferito di essersi percepito insieme agli elementi della vita quotidiana, dal cane ai figli, da un albero a una foglia. Ha poi spiegato che episodi simili possono durare anche pochi istanti, come accade davanti a un tramonto, e che non è possibile riprodurli semplicemente con la volontà.

Nel libro, questa esperienza viene collegata alla necessità di smettere di recitare continuamente un ruolo. Iosno invita a riconoscere anche le emozioni meno presentabili, senza trasformare ogni incontro o ogni relazione in una prova da superare.

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