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Lifestyle 3 min di lettura3 giorni fa

Infarto nelle donne: i segnali scambiati per stress e quando chiamare il 112

Affanno, nausea e dolore alla schiena possono accompagnare un infarto anche senza un forte fastidio al petto: ecco come riconoscere l’emergenza e agire subito.

Quando compaiono disturbi improvvisi e insoliti, aspettare che passino può essere rischioso, anche se non c’è un intenso dolore toracico. Nelle donne un infarto può infatti presentarsi con mancanza d’aria, nausea, sudorazione fredda, debolezza o dolore alla schiena e alla mandibola.

Il professor Ciro Indolfi, ordinario di Cardiologia all’Università Magna Graecia di Catanzaro e presidente della Fondazione Cuore e Circolazione della Società Italiana di Cardiologia, chiarisce quali segnali osservare e come comportarsi nei primi minuti. L’occasione è la Giornata mondiale del cuore, in programma il 29 settembre.


Il dubbio richiede una chiamata immediata

Il 112 va contattato senza indugio se il dolore, la pressione o il peso al centro del petto durano oltre dieci minuti, tornano più volte o si accompagnano ad affanno, sudore freddo, nausea, cedimento improvviso oppure dolore a braccia, schiena o mandibola. La stessa urgenza vale per sintomi insoliti, intensi e comparsi all’improvviso, anche quando manca il quadro tradizionale.

«Non bisogna attendere che il disturbo scompaia e non è consigliabile raggiungere l’ospedale guidando», spiega Indolfi. L’ambulanza consente di avviare subito i controlli e di avvertire il centro cardiologico. Anche l’aspirina va assunta soltanto se a indicarlo sono l’operatore del 112 o un medico.


Come aiutare chi sta male

In attesa dei soccorsi, la persona deve interrompere ogni attività e sistemarsi seduta o semisdraiata in una posizione confortevole. Se avverte un mancamento, è meglio farla distendere; in ogni caso non va lasciata sola, non deve camminare, guidare, mangiare o bere. È utile seguire passo dopo passo le istruzioni del 112, aprire l’ingresso e preparare l’elenco dei medicinali utilizzati.

La nitroglicerina è ammessa esclusivamente se era stata prescritta in precedenza e secondo le indicazioni già ricevute. Se la persona perde conoscenza e non respira normalmente, bisogna comunicarlo subito all’operatore, iniziare le compressioni toraciche e usare un defibrillatore, qualora disponibile, seguendo le istruzioni vocali.


I sintomi non sono sempre evidenti

Il segnale più comune, sia nelle donne sia negli uomini, resta un dolore o una sensazione di oppressione dietro lo sterno, talvolta irradiata verso braccio, spalle, collo o mandibola. Nelle donne, tuttavia, sono più frequenti anche affanno improvviso, vomito o nausea, vertigini, forte spossatezza, sudorazione fredda e dolore nella parte alta dell’addome o alla schiena. In alcuni casi il fastidio al petto può essere modesto o non comparire affatto.

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Questi disturbi vengono talvolta attribuiti a indigestione, tensione emotiva o problemi muscolari. Un sintomo nuovo, persistente, diverso dal solito o comparso senza una causa chiara merita particolare attenzione, soprattutto se insieme compaiono debolezza, nausea, sudorazione fredda o difficoltà respiratoria. Non esiste però una differenza rigida tra i sessi: gli stessi segnali possono presentarsi anche negli uomini.


I campanelli d’allarme precedenti

Nelle ore o nei giorni che precedono l’infarto possono comparire stanchezza sproporzionata, respiro corto, sonno disturbato, nausea oppure episodi intermittenti di dolore a torace, schiena, spalle o mandibola. Un fastidio legato allo sforzo che diventa più frequente, intenso o prolungato, fino a comparire anche a riposo, può indicare un’angina instabile.

Si tratta comunque di manifestazioni non specifiche, che da sole non permettono di prevedere un infarto. Quando sono nuove o insolite non vanno ignorate, in particolare se la persona fuma o soffre di diabete, pressione alta o colesterolo elevato.


Perché il rischio viene sottovalutato

Per molto tempo gli studi cardiovascolari hanno coinvolto soprattutto uomini e l’immagine dell’infarto è rimasta legata al maschio di mezza età con un dolore toracico violento. Nelle donne la malattia coronarica tende a manifestarsi mediamente più tardi, soprattutto dopo la menopausa, ma questo non rappresenta una protezione definitiva.

Secondo Indolfi, anche informazione pubblica e rappresentazioni cinematografiche hanno consolidato l’idea di un problema prevalentemente maschile. Il risultato può essere l’interpretazione di alcuni segnali come ansia o stress e, di conseguenza, un ritardo nella prevenzione, nella diagnosi e nell’accesso alle cure. Le malattie cardiovascolari restano invece la principale causa di morte tra le donne.

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