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In Italia 472 casi di morbillo nei primi cinque mesi

In Italia i casi sono aumentati nel 2026, mentre gli esperti richiamano i rischi anche per i bambini sani

Un bambino è morto nella contea di Lewis, nello Stato di New York, durante un’epidemia di morbillo. È il primo decesso collegato alla malattia registrato nello Stato da oltre trent’anni.

In Italia i casi confermati sono saliti a 472 nei primi cinque mesi del 2026, contro i 322 dello stesso periodo del 2025. Il dato è contenuto in un’analisi del Ministero della Salute pubblicata il 23 settembre.

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I contagi aumentati in Italia

La crescita ha riguardato soprattutto Calabria, Campania, Lazio e Toscana. Secondo la stessa rilevazione, la circolazione del virus ha ripreso ad aumentare dall’autunno del 2023.

Nel 2024 i casi confermati in laboratorio erano stati 946, mentre nel 2025 si erano fermati a 497. Le cifre comprendono soltanto gli episodi confermati e non quelli rimasti nella categoria dei casi possibili o probabili.

La presidente della Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali, Cristina Mussini, ha collegato il ritorno dei contagi alla sottovalutazione di una malattia diventata meno frequente grazie alle vaccinazioni. «La morte di un bambino dimostra concretamente che questa infezione può avere conseguenze drammatiche», ha detto, ricordando che il rischio medio stimato è di circa un decesso ogni mille infezioni.


Perché il vaccino resta necessario

Il morbillo si trasmette attraverso le particelle respiratorie e può passare da una persona all’altra già nei quattro giorni che precedono la comparsa delle macchie, fino ai quattro giorni successivi. Questa caratteristica favorisce la diffusione anche prima che l’infezione venga riconosciuta.

Per ridurre la circolazione del virus servono coperture molto alte: l’obiettivo indicato dalle autorità sanitarie internazionali è almeno il 95% della popolazione protetta con due dosi. Quando la percentuale scende, cresce il numero delle persone esposte, compresi i bambini troppo piccoli per completare il ciclo e chi non può ricevere il vaccino per ragioni mediche.

Mussini ha inoltre segnalato il rischio di una falsa percezione di sicurezza. «Poiché alcune malattie infettive sono diventate rare, si tende a pensare che non esistano più e che vaccinarsi non sia necessario», ha spiegato, osservando che la loro ridotta presenza dipende proprio dall’immunizzazione diffusa.

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Sintomi e possibili complicanze

Febbre alta, tosse, raffreddore e congiuntivite precedono in genere l’eruzione cutanea. Le macchie compaiono solitamente sul viso e poi si estendono al resto del corpo, ma non rappresentano l’unico segnale dell’infezione.

Molti pazienti guariscono senza conseguenze permanenti. Tuttavia, anche un bambino in buona salute può sviluppare otite o diarrea; nei casi più seri possono comparire polmonite ed encefalite, cioè un’infiammazione del cervello capace di provocare danni neurologici duraturi.

Le stime delle autorità sanitarie statunitensi indicano una polmonite fino a un caso ogni 20 bambini colpiti, mentre l’encefalite può interessare circa un bambino ogni mille. Le complicanze respiratorie o neurologiche possono risultare mortali in uno-tre casi ogni mille infezioni, con variazioni legate all’età, alle condizioni di salute e alla disponibilità delle cure.

Esiste anche una conseguenza molto rara e tardiva: la panencefalite sclerosante subacuta, patologia progressiva del sistema nervoso che può manifestarsi a distanza di anni. Il virus può inoltre alterare temporaneamente la memoria immunitaria, rendendo l’organismo più vulnerabile ad altre infezioni anche dopo la guarigione.


Il decesso nello Stato di New York

La morte è stata comunicata il 2 novembre 2026 dal Dipartimento della Salute dello Stato di New York e dalle autorità della contea di Lewis, nel nord dello Stato. Il comunicato parla di un decesso associato al morbillo, senza fornire dettagli clinici e chiedendo di tutelare la riservatezza della famiglia.

Il caso non riguarda la città di New York. Al 24 ottobre, nello Stato erano stati registrati 178 contagi: 170 fuori dalla metropoli e otto all’interno della città.

L’epidemia aveva già spinto le autorità a rafforzare le misure preventive. All’inizio di ottobre, la governatrice Kathy Hochul aveva proclamato l’emergenza per ampliare la risposta sanitaria e rendere più accessibili le vaccinazioni.

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