Il silenzio, poi quel braccio: Pacifico riporta Ornella Vanoni in scena
Conversazioni, ironia e fragilità diventano teatro nel racconto di Pacifico, che torna a incontrare Ornella Vanoni attraverso la musica e i ricordi condivisi
Il ricordo più intenso che Pacifico conserva di Ornella Vanoni non è legato a un palco, ma a una cena consumata quasi in silenzio. Lei, ormai stanca, gli chiedeva un aiuto per alzarsi e insieme raggiungevano la porta: pochi metri diventati, con il tempo, una delle immagini più preziose della loro amicizia.
Da questa memoria e da molte altre nasce “Diario sentimentale di una donna libera. Ornella Vanoni, le parole, la musica”, spettacolo ideato dal cantautore con la regia di Gabriele Russo. In scena ci sono anche Simona Boo, chiamata a rievocare la voce e la presenza dell’artista, e Carlo Gaudiello al pianoforte. Il risultato è un ritratto fatto di affetto, ironia, libertà e vulnerabilità.
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Quei silenzi diventati intimità
Pacifico ha frequentato Vanoni soprattutto negli ultimi anni della sua vita, quando alla consueta energia si affiancava una fragilità sempre più evidente. Durante le cene lei raccontava con entusiasmo ogni particolare, anche se mangiava pochissimo; poi arrivava il silenzio, inizialmente difficile da abitare per il cantautore.
Con il passare del tempo, però, quelle pause hanno assunto un significato diverso. Ognuno restava immerso nei propri pensieri, senza la necessità di riempire ogni momento con le parole. Quando Vanoni gli prendeva il braccio per farsi accompagnare alla porta, Pacifico riconosceva in quel gesto una forma di confidenza rara: “Sono tra le cose più care che ricordo”.
La commozione nasce anche dal legame con la madre del cantautore, scomparsa un mese prima di Vanoni e della stessa età della cantante. Le due donne avevano avuto esistenze lontanissime, ma Ornella chiedeva spesso notizie della madre. Il ricordo dell’una finisce così per richiamare quello dell’altra, rendendo ancora più forte il sentimento di perdita.
Ornella entrava subito nel suo mondo
Tra Pacifico e Vanoni le differenze caratteriali sembravano numerose, ma sotto la superficie esisteva un’intesa profonda. A unirli erano soprattutto l’umorismo, la scrittura e la poesia: lei aveva apprezzato fin dall’inizio i testi composti per lei e lo aveva accolto tra autori che stimava molto.
I loro incontri potevano durare tre o quattro ore. Pacifico registrava le conversazioni senza preparare domande, lasciando che Vanoni parlasse liberamente. Nel mezzo di un racconto poteva giocare con il cane, improvvisare un vocalizzo o alzarsi perché aveva fame. Ancora oggi il cantautore torna a quelle registrazioni: “Me la ritrovo viva nelle orecchie”.
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La cantante, racconta Pacifico, non amava seguire le indicazioni altrui. Se qualcuno le suggeriva una determinata strada, lei spesso sceglieva immediatamente quella opposta. In questa reazione istintiva convivevano l’impertinenza, l’imprevedibilità e una libertà che non aveva bisogno di essere dichiarata.
Il teatro conserva la sua voce
L’idea dello spettacolo è maturata mentre Pacifico lavorava a un libro dedicato a Vanoni. Agli appunti sulle sue giornate si sono aggiunti i ricordi delle telefonate, delle cene, degli abbracci e degli episodi più divertenti. Il progetto non è stato pensato come una successione di ospiti celebri, ma come un racconto teatrale costruito intorno alla personalità della cantante.
Simona Boo è stata scelta per riportare quella presenza senza tentare di sostituirla. Pacifico voleva una voce capace di evocare Vanoni con rispetto, evitando qualsiasi confronto diretto. Il centro della rappresentazione resta quindi Ornella, con la sua capacità di far ridere e commuovere nello stesso momento.
Il titolo dello spettacolo riassume la doppia natura della cantante. Pacifico la definisce “tutto sentimento”, perché gli affetti in lei emergevano senza filtri e potevano diventare assoluti in pochi istanti. Ma Vanoni era anche una donna libera, pronta a sottrarsi alle regole e ai comportamenti che gli altri ritenevano più opportuni.
Le prossime tappe dello spettacolo
“Diario sentimentale di una donna libera” sarà a Napoli dal 20 al 25 ottobre. Il calendario proseguirà l’11 novembre al Teatro Duse di Bologna, l’11 dicembre al Teatro Cavallino Bianco di Galatina e il 22 dicembre al Teatro Colosseo di Torino.
Nel 2027 sono previste altre tre date: il 23 gennaio all’Auditorium Parco della Musica di Roma, il 24 gennaio al Teatro Puccini di Firenze e il 13 febbraio al Teatro Sociale di Busto Arsizio. Ogni replica diventa per Pacifico un nuovo appuntamento con una figura che continua ad accompagnarlo anche oltre il ricordo privato.
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