Il guardaroba di Marta Marzotto verso il riconoscimento storico
A Bratislava una mostra riunirà abiti, gioielli e immagini della stilista dal 20 novembre al 28 febbraio
L’archivio di Marta Marzotto è entrato nell’iter per il riconoscimento di interesse storico da parte del ministero della Cultura.
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Le immagini e il catalogo
Il progetto espositivo comprende anche un lavoro fotografico firmato da Claudia Sicuranza. Abiti e ornamenti sono stati accostati alle sculture del Museo dell’Arte Classica della Sapienza Università di Roma, creando un confronto tra tessuti, gioielli e figure in marmo. Una parte di queste immagini era già stata mostrata a Palazzo Braschi.
La ricerca ha prodotto anche il volume “Marta Marzotto. L’armadio della contessa”, curato da Samuele Briatore e pubblicato da Silvana Editoriale. Il catalogo analizza il legame fra gli oggetti conservati, i ricordi personali e la costruzione dell’identità della protagonista.
Lo studio dei capi conservati
L’indagine ha riguardato 495 elementi del guardaroba, con 123 abiti, 152 gioielli, 39 paia di stivali e 13 colbacchi. Tra i gioielli sono stati registrati 104 bracciali. L’inventario è stato realizzato grazie alla collaborazione di Diamante Marzotto, proprietaria dell’archivio.
Quattro studenti di Scienze della moda e del costume della Sapienza Università di Roma — Sofia Terrevoli, Chiara Liberatoscioli, Daniele Baroni e Giulia Toccaceli — hanno ricostruito la provenienza e la storia dei pezzi esaminando materiali, tecniche di lavorazione e fotografie. Il percorso rientra nel progetto “Fashion Cultural Heritage. Memorie, musei, esperienze”, promosso dalla Sapienza Università di Roma nell’ambito del Partenariato Esteso Changes e finanziato dal Pnrr.
La mostra a Bratislava
Il Museo Nazionale Slovacco di Bratislava presenterà “L’Armadio della contessa” dal 20 novembre al 28 febbraio. L’apertura ufficiale è prevista il 19 novembre con Gianclemente de Felice, ambasciatore d’Italia in Slovacchia, e con la partecipazione dei figli di Marta Marzotto, Matteo e Diamante.
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L’iniziativa è sostenuta dall’ambasciata d’Italia a Bratislava e da Fondazione Changes, con il contributo della Sapienza Università di Roma e dell’Università Comenius di Bratislava. Samuele Briatore ne ha curato l’impostazione, nata da un programma di studio e valorizzazione del patrimonio legato agli abiti della contessa.
Abiti, caftani e gioielli
Indossatrice, ispiratrice di artisti, collezionista d’arte e presenza assidua nella cultura italiana, Marta Marzotto ha costruito un’immagine personale riconoscibile. Il suo modo di vestire univa tessuti, tonalità, volumi e riferimenti raccolti durante i viaggi, senza affidarsi a combinazioni uniformi.
Il caftano era il capo più rappresentativo di questa libertà. Marzotto sceglieva spesso i tessuti durante i soggiorni in Oriente e in Marocco e lavorava con gli artigiani di Marrakech per ottenere modelli esclusivi. Nel guardaroba comparivano anche creazioni di Valentino, Gianfranco Ferré, Krizia e Roberto Cavalli, oltre a capi sartoriali e pezzi personalizzati.
Anche gli accessori avevano un ruolo centrale: collane di grandi dimensioni, numerosi bracciali, pietre dai colori intensi, decorazioni animalier e gioielli dalle forme scultoree completavano il suo stile.
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