674notizie oggi Scopri i vantaggi
Lifestyle 3 min di lettura1 ora fa

Hunter Schafer, la libertà lontano dalle telecamere e la scelta più intima

L’attrice di Euphoria racconta l’intervento del dicembre 2025, il recupero limitato a 150 passi quotidiani e il percorso che l’ha portata a sentirsi pienamente donna.

Da bambina piangeva quando gli altri la invitavano a ballare davanti a tutti. Oggi Hunter Schafer considera una serata trascorsa con gli amici, senza obiettivi puntati né sguardi esterni, tra musica e conversazioni, come uno dei momenti più autentici della sua vita recente: «Mi sono sentita completamente libera».

La timidezza di allora appartiene a una fase lontana, ma il rapporto con il modo in cui viene vista dagli altri continua a essere un tema centrale per l’attrice. La sua esperienza pubblica, infatti, è cominciata presto e si è sviluppata tra televisione, cinema e moda.

Offerta del giorno21 ottobre

GioiaPura

-15% su tutto da GioiaPura

Scade tra 71 giorni
*********


La normalità ritrovata lontano dal set

Dopo il successo ottenuto con Euphoria, Schafer è diventata un volto riconoscibile anche sulle passerelle di Dior, Miu Miu, Marc Jacobs, Rick Owens e Maison Margiela. La notorietà improvvisa ha segnato soprattutto la prima parte dei suoi vent’anni, che lei stessa descrive come un periodo confuso e difficile da governare.

Nel frattempo, il lavoro l’ha portata verso nuovi ruoli. In Blade Runner 2099 interpreta Cora, una donna che si spaccia per replicante per riuscire a sopravvivere; la miniserie, composta da otto episodi, è disponibile dal 25 novembre su Prime Video. Michelle Yeoh l’ha aiutata ad affrontare le scene d’azione, spiegandole come cadere distribuendo il peso del corpo invece di lasciarsi semplicemente andare a terra.


Un futuro visto attraverso la commedia

Nel film con Anne Hathaway e Michaela Coel, uscito in Italia a maggio, Schafer ha proseguito un percorso cinematografico iniziato con Cuckoo e Mother Mary. Per il futuro immagina però un progetto diverso, più leggero e sentimentale: una commedia romantica con una ragazza trans al centro della storia, idea alla quale pensa da tempo.

Il personaggio di Cora, al contrario, sorride pochissimo nel corso della vicenda. L’attrice racconta che potrebbe farlo soltanto due volte, un dettaglio che restituisce la distanza tra la durezza della parte e il desiderio personale di esplorare registri più luminosi.


Quando il corpo non bastava più

Nata e cresciuta a Raleigh, nella Carolina del Nord, Hunter Schafer ha iniziato la transizione a 14 anni. A 17 è stata la più giovane tra le persone che hanno contestato in tribunale la norma statale sull’uso dei bagni pubblici associati al sesso indicato alla nascita.

Chiedi a Readoo3 / 3 oggi

Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.

Readoo usa l’AI per rispondere velocemente alle tue domande.

Per molto tempo ha cercato di vivere la propria identità in modo aperto e mutevole, provando ad accettare il corpo che aveva. Quella convinzione, inizialmente percepita come una forma di coraggio, ha però finito per entrare in conflitto con il modo in cui desiderava mostrarsi nella vita quotidiana. Oggi dice di riconoscersi semplicemente come donna, come ragazza.


La decisione e i giorni più lenti

Nel dicembre 2025 l’attrice si è sottoposta a un intervento chirurgico di affermazione di genere, una procedura che modifica l’anatomia genitale in accordo con l’identità della persona. Schafer sottolinea che non si tratta di un passaggio necessario per tutte le persone trans, né di un traguardo valido in modo uniforme: per lei è stata una scelta maturata gradualmente.

All’inizio del 2026 la convalescenza le ha imposto ritmi completamente nuovi. Aveva preso in affitto un appartamento ampio, dove familiari e amici potevano farle visita, ma doveva trascorrere gran parte del tempo sdraiata. Il limite quotidiano era fissato a 150 passi, una quantità minima per una persona abituata ad alternare viaggi, impegni e momenti di solitudine domestica.


Perché ha deciso di parlarne

Fino a quel momento erano a conoscenza dell’operazione soltanto i familiari e gli amici più vicini. Scegliendo di raccontarla pubblicamente, Schafer ha spiegato di voler mostrare la distanza che può esistere tra le idee sulla libertà dell’identità LGBTQ+ e il modo concreto in cui una persona desidera abitare il proprio corpo e presentarsi agli altri.

La condivisione non nasce quindi dal desiderio di trasformare l’intervento in un modello da seguire, ma dalla volontà di descrivere il proprio percorso senza nasconderlo. Parlando dell’esito dell’operazione, l’attrice ha sintetizzato così la sua esperienza: «È stato meraviglioso e lo amo tantissimo».

Ti è piaciuto? Condividilo

Continua a leggere