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Lifestyle 3 min di lettura47 min fa

La scelta di Hunter Schafer: «Sono felicissima» dopo l’intervento

L’attrice di Euphoria racconta la decisione maturata nel tempo, la lunga convalescenza e il difficile rapporto con i documenti ufficiali negli Stati Uniti.

Hunter Schafer ha scelto di sottoporsi a un intervento chirurgico di affermazione di genere e oggi dice di sentirsi pienamente soddisfatta. L’attrice e modella statunitense, 27 anni, ha raccontato il percorso personale che l’ha portata alla decisione in una nuova intervista rilasciata a Elle.

L’operazione è stata eseguita a dicembre e i mesi successivi sono stati dedicati quasi interamente alla convalescenza. Per recuperare, Schafer ha affittato un appartamento di grandi dimensioni e ha dovuto limitare in modo drastico i movimenti quotidiani.

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Una decisione maturata nel tempo

Per anni l’attrice aveva cercato di vivere il proprio corpo senza ricondurlo rigidamente alle categorie tradizionali dell’identità di genere. In quella fase, ha spiegato, desiderava capire se fosse possibile sentirsi a proprio agio anche senza intervenire sulla propria anatomia.

Il confronto con la realtà di ogni giorno, però, avrebbe fatto emergere una distanza sempre più evidente tra l’idea teorica di un’identità fluida e il modo in cui Schafer sentiva di voler essere riconosciuta e rappresentata. «Mi sono appena sottoposta a un intervento di chirurgia genitale a dicembre, ed è stato fantastico. Ne sono felicissima», ha detto nell’intervista.

La transizione medica è stata quindi la soluzione più adatta alla sua esperienza, senza cancellare il significato della fase precedente. Schafer ha presentato la scelta come un passaggio intimo e progressivo, non come una smentita del percorso compiuto negli anni passati.


Una convalescenza quasi immobile

Il recupero ha imposto ritmi molto diversi da quelli abituali. «Credo che il mio limite fosse di 150 passi al giorno, che non sono niente», ha raccontato, descrivendo la necessità di ridurre al minimo gli spostamenti durante i primi mesi del 2026.

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La sua testimonianza arriva mentre negli Stati Uniti il riconoscimento dell’identità di genere continua a essere oggetto di un forte scontro politico. Schafer, che ha parlato pubblicamente della propria esperienza di donna transgender, aveva già raccontato sui social un episodio legato al rinnovo del passaporto.


Il passaporto e la nuova dicitura

Nel febbraio 2025, dopo il furto del documento, l’attrice aveva richiesto un nuovo passaporto e si era trovata davanti a una sorpresa: al posto dell’indicazione femminile compariva quella maschile. «Quando ho ritirato il passaporto e l’ho aperto, avevano cambiato la dicitura in maschile. Sono rimasta scioccata. Non pensavo che sarebbe successo davvero», aveva riferito in un video pubblicato su TikTok.

L’episodio si era verificato poco dopo l’ordine esecutivo firmato dal presidente Donald Trump, che stabiliva per il governo federale il riconoscimento di due soli sessi, maschile e femminile, considerati non modificabili. Schafer aveva sottolineato di essere consapevole dei privilegi legati alla sua visibilità e alla sua condizione di donna transgender bianca e celebre, ma aveva osservato che nemmeno questa posizione l’aveva messa al riparo dalla modifica del documento.

Pur chiarendo che quella lettera non poteva cambiare chi fosse, l’attrice aveva spiegato che la nuova dicitura rendeva più complicata la vita quotidiana. Il racconto dell’intervento e quello del passaporto mostrano così due aspetti distinti della sua esperienza: da un lato una scelta personale vissuta con sollievo, dall’altro l’impatto concreto delle decisioni istituzionali sull’identità delle persone.

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