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Lifestyle 3 min di lettura59 min fa

Harry, il rimpianto che non passa: «Diana mi manca ogni giorno»

Il duca di Sussex è tornato sull’ultima telefonata con la madre e ha spiegato come la paternità abbia cambiato il modo di vivere quel dolore.

Diventare padre ha spinto Harry a rileggere con occhi diversi il rapporto con Diana. Oggi il duca di Sussex racconta di avvertire ancora la presenza della madre nella sua vita, mentre il ricordo dell’ultima telefonata continua a essere legato a un rimpianto preciso: non averle dedicato più tempo.

Nell’intervista realizzata per One More Question da GQ UK, Harry ha spiegato che pensa a Diana quasi ogni giorno. A volte il ricordo dura soltanto un istante e si accompagna al desiderio di poterle raccontare ciò che sta vivendo o di sapere come sarebbe la sua famiglia se lei fosse ancora presente.

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La paternità ha riaperto il dolore

La nascita di Archie ha modificato la prospettiva di Harry sulla perdita della madre. Prendersi cura di un figlio gli ha permesso di comprendere meglio quanto i bambini siano sensibili alle emozioni degli adulti e quanto possano percepire anche una tensione non espressa.

Il principe ha ricordato che, nei primi tempi da padre, il figlio riusciva a cogliere subito il suo stato d’animo quando rientrava a casa dopo giornate difficili. Per questo aveva iniziato a sfruttare i circa quaranta minuti di viaggio in auto da Londra per ritrovare calma prima di riabbracciare Archie. «Credo che, come genitori, dobbiamo essere molto consapevoli di ciò che portiamo dentro e che i nostri figli possono assorbire», ha detto.

Harry ha anche raccontato di sentire ancora un rapporto con Diana che va oltre il semplice ricordo. In alcuni momenti le rivolge mentalmente delle domande e, secondo la sua esperienza, talvolta percepisce una risposta o una forma di energia legata alla madre. È una convinzione che, ha precisato, ha maturato anche grazie al lavoro personale svolto negli anni.


Quella telefonata prima della tragedia

Il rimorso nasce dall’ultima conversazione telefonica tra Harry e Diana, avvenuta poche ore prima dell’incidente di Parigi. Il 31 agosto 1997, nel tunnel dell’Alma, la principessa morì a 36 anni insieme a Dodi Al-Fayed e all’autista Henri Paul. Harry aveva 12 anni, mentre William ne aveva 15: entrambi si trovavano a Balmoral con la famiglia reale per la fine delle vacanze estive.

Per un ragazzo di quell’età quella chiamata sembrava un momento ordinario. Harry aveva fretta di tornare a giocare con i cugini e non immaginava che non avrebbe più avuto occasione di parlare con la madre. «Se avessi saputo che sarebbe stata l’ultima, quanto diversa sarebbe stata quella conversazione. E sono io, ora, che devo conviverci», ha ricordato nell’intervista.

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Il duca ha già affrontato pubblicamente questo tema. Nel 2017, durante il documentario di ITV Diana, Our Mother: Her Life and Legacy, aveva ammesso di non ricordare con precisione le parole scambiate con Diana, ma di portare con sé il peso della brevità di quel dialogo. Anche William aveva parlato della telefonata, spiegando che lui e il fratello avevano salutato la madre con troppa fretta e che, conoscendo oggi le conseguenze, avrebbe vissuto quel momento in modo completamente diverso.


Il ricordo di una madre speciale

Nello stesso documentario i due fratelli avevano descritto una Diana lontana dall’immagine formale della principessa del Galles. Nei loro racconti emergeva una madre capace di scherzare, ridere e creare per i figli spazi di normalità nonostante gli obblighi legati alla famiglia reale.

Harry l’aveva ricordata come una donna particolarmente vivace e complice. Durante le partite di calcio, secondo il suo racconto, riusciva persino a infilare di nascosto delle caramelle nelle loro calze. Erano piccoli gesti di disobbedienza che rendevano Diana una presenza divertente e vicina, capace di alleggerire le regole della loro vita pubblica.

Il principe aveva inoltre sottolineato il suo senso dell’umorismo e la capacità di comportarsi, in molti momenti, come una bambina. William aveva confermato quel ritratto informale, ricordando una madre amante del divertimento e delle risate.

A quasi trent’anni dalla morte, l’assenza di Diana resta quindi intrecciata alla vita quotidiana di entrambi i figli. Per Harry, il dolore convive con il desiderio di continuare a sentirla vicina e con la domanda, mai davvero risolta, su ciò che avrebbe potuto dirle se avesse saputo che quella telefonata sarebbe stata l’ultima.

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