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Lifestyle 4 min di lettura14 ott

Girls torna a 40 anni: il revival senza Adam Driver reggerà

HBO prepara cinque nuovi episodi per il 2027, ma l’assenza di Adam Driver e il cambio di prospettiva di Lena Dunham rendono il ritorno tutt’altro che scontato.

Il vero interrogativo non riguarda soltanto il ritorno di Hannah, Marnie, Jessa e Shoshanna, ma l’identità stessa di Girls dopo un decennio. Lena Dunham ha annunciato cinque nuovi episodi, però il progetto nasce tra un’assenza pesante, vecchi rapporti chiusi male e il rischio di trasformare una serie generazionale in un esercizio di nostalgia.

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Il ritorno parte da un’assenza

Adam Driver non compare nel filmato con cui è stato presentato il progetto e il suo nome non figura nel comunicato ufficiale. La ragione è legata a Famesick, il memoriale pubblicato ad aprile, nel quale Dunham racconta il comportamento dell’attore durante la lavorazione di Girls e lo descrive come aggressivo a parole, sprezzante e fisicamente intimidatorio.

L’autrice ricorda anche un episodio avvenuto durante una prova: mentre lei attraversava un momento di dissociazione e non riusciva a recuperare le battute, Driver avrebbe urlato contro di lei e lanciato una sedia contro il muro vicino. Dopo aver visto l’episodio pilota, inoltre, si sarebbe allontanato senza rispondere alle sue telefonate per tre settimane. A Cannes, nel maggio successivo, l’attore ha scelto di non entrare nel merito: «Non ho commenti su nulla di tutto questo».

In realtà, la storia tra Adam e Hannah aveva già trovato una conclusione nella serie. Nell’ottava puntata dell’ultima stagione, lui si propone di aiutare la protagonista a crescere il figlio che aspetta da un altro uomo. Una giornata trascorsa insieme, in una tavola calda, porta entrambi a capire che la relazione non potrebbe funzionare. L’episodio si intitola Che cosa facciamo stavolta con Adam? e lo stesso titolo è stato utilizzato da Dunham per un capitolo di Famesick.


Dunham sfida il tempo

Le riprese sono previste nell’estate del 2027, a dieci anni dalla conclusione della serie. Nel nuovo gruppo tornano Allison Williams, Jemima Kirke, Zosia Mamet, Andrew Rannells e la stessa Dunham, che si occuperà anche della scrittura e della regia.

In una conversazione video con le colleghe, Dunham si domanda se il nome Girls sia ancora adatto a personaggi ormai adulti, scherzando sul fatto che siano «vecchie da fare schifo». Ha spiegato inoltre che Hannah e le altre hanno ricominciato a parlarle mentre era sotto la doccia, quando le protagoniste si avvicinavano ai quarant’anni.

Il salto generazionale è il punto più delicato. Nel 2012, quando la prima puntata arrivò sugli schermi, Hannah chiedeva ai genitori di continuare a mantenerla fino alla conclusione del suo libro e si presentava così: «Credo di poter essere la voce della mia generazione. O almeno una voce. Di una generazione». La serie raccontava l’ingresso nell’età adulta mentre Dunham lo stava vivendo; tornare su quelle stesse figure a 40 anni significa invece osservarle con una distanza e una consapevolezza completamente diverse.

Jemima Kirke aveva già espresso perplessità nel 2022. Secondo l’attrice, Dunham aveva creato Girls senza protezioni e senza paura, ma oggi non riuscirebbe a ripetere quell’esperienza nello stesso modo.

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Il fantasma di Sex and the City

A rendere prudente il pubblico c’è anche il precedente di And Just Like That..., il seguito di Sex and the City arrivato 17 anni dopo la serie originale. Kim Cattrall aveva rinunciato a tornare nei panni di Samantha Jones, che nella storia viene trasferita a Londra e separata da Carrie; il personaggio compare soltanto attraverso messaggi e una telefonata realizzata, secondo le ricostruzioni, senza la presenza contemporanea del resto del cast.

La serie ha raggiunto tre stagioni, ricevendo spesso giudizi molto duri e finendo per essere seguita da una parte del pubblico anche con l’obiettivo di criticarla. La chiusura è arrivata nell’agosto 2025. L’assenza di Samantha non è stata l’unica causa dell’insuccesso, ma ha lasciato un vuoto evidente.


Un gruppo cambiato dentro

Il nuovo progetto non coinvolge Jenni Konner, figura autoriale centrale per tutte le sei stagioni di Girls. Nel suo memoriale, Dunham racconta che il rapporto tra le due era diventato tossico e si era interrotto nel 2018, dopo un incontro nello studio di una terapeuta. Konner le avrebbe chiesto soltanto di non raccontare subito quella vicenda per iscritto.

Dunham presenta inoltre la serie come il risultato di numerosi compromessi. HBO aveva affiancato Konner all’autrice di Tiny Furniture per aiutarla a trasformare la sua esperienza in una struttura televisiva. Senza quella collaborazione, il revival potrebbe riflettere in modo più diretto la visione personale di Dunham rispetto alla produzione originale.


Dove sono finite le protagoniste

Un’idea del possibile futuro dei personaggi era già emersa da una conversazione pubblicata l’anno scorso. Adam veniva immaginato come un attore teatrale di culto, forse trasferito a Berlino. Shoshanna avrebbe sposato il sindaco di New York, divorziato e poi assunto la guida di una società di abbigliamento sportivo orientata alla riduzione dei rifiuti.

Marnie sarebbe arrivata al terzo matrimonio, continuando a cantare e mostrando una possibile dipendenza dalle relazioni sentimentali e sessuali. Jessa, invece, non si sarebbe vaccinata e vivrebbe su una barca in Croazia. Elijah sarebbe diventato il quarto protagonista di una situazione comica televisiva, ancora alla ricerca dell’amore.

Hannah insegnerebbe al Bard College, crescerebbe il figlio e forse avrebbe una relazione con una cuoca, con un’attenzione alla fama ormai meno ossessiva. La storia del revival non è stata ancora rivelata, ma Dunham aveva già indicato i passaggi della vita adulta che avrebbero potuto spingerla a tornare: la maternità, la menopausa oppure l’ingresso in una casa di riposo.

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