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Lifestyle 3 min di lettura2 ore fa

Giovanni Caccamo e la paura di sognare: «Il bene deve mostrarsi

Dalla mostra Youth & Future al dialogo tra generazioni, il cantautore ripercorre un progetto nato dalle parole dei ragazzi e cresciuto grazie a grandi artisti italiani e internazionali.

La paura, per Giovanni Caccamo, non arriva una volta sola: accompagna ogni progetto ambizioso e torna proprio quando il traguardo sembra vicino. È in quel momento che il sogno rischia di apparire irragionevole, prima che una spinta più profonda permetta di andare avanti. «Ho avuto paura tante volte», racconta il cantautore, spiegando che l’ultimo passaggio consiste nel trovare la forza per dire: «Vabbè, ci siamo, facciamolo».

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Il tempo non aspetta i giovani

Questa tensione attraversa anche il lavoro realizzato con Maurizio Cattelan. L’artista ha trasformato il messaggio del progetto in una frase secca, «Parola ai giovani, ma sbrigatevi», richiamando l’urgenza di agire prima che esitazione e timore consumino le occasioni.

Caccamo spiega di aver coinvolto Cattelan senza pressioni, partendo da un incontro e da una conversazione sul possibile rapporto tra parole, arte e generazioni. Il testo affidato all’artista riguardava il fenomeno del ghosting: Cattelan propose di ristamparlo senza inchiostro e completò l’opera con la frase rivolta ai ragazzi.


Un progetto nato dalle domande

L’idea iniziale era semplice e insieme impegnativa: chiedere ai giovani che cosa avrebbero voluto cambiare nella società e quale parola avrebbe potuto rappresentare quel cambiamento. Secondo Caccamo, l’obiettivo non era soltanto raccogliere risposte, ma restituire ai ragazzi la possibilità di immaginare un futuro e di riconoscersi nei propri desideri.

Nato nel 2021, Parola ai giovani ha riunito contributi confluiti nei volumi Manifesto del Cambiamento e Manifesto for Change. Nel 2022, dodici di quei testi hanno ispirato altrettante opere di Francesca Cataldi, Maurizio Cattelan, Mario Ceroli, Emilio Isgrò, Mimmo Jodice, Giulia Napoleone, Michelangelo Pistoletto, Fabrizio Plessi, Mimmo Paladino, Arnaldo Pomodoro, Ferdinando Scianna e Guido Strazza. Le opere fanno oggi parte della collezione Ifis Art di Banca Ifis.


Radici, maestri e memoria

Per Caccamo, il confronto tra età diverse funziona quando nessuno rinuncia alla curiosità. Gli artisti coinvolti, molti dei quali hanno più di settant’anni o di ottant’anni, gli hanno mostrato una disponibilità al dialogo e alla messa in discussione che il cantautore considera meno frequente nella sua generazione, anche a causa della rapidità con cui i social sostituiscono l’approfondimento personale.

Il cantautore associa la vera giovinezza alla voglia di conoscere e alla capacità di conservare lo stupore. Nei rapporti con Paladino, Pomodoro, Isgrò, Pistoletto e Jodice ha trovato una dimensione quasi familiare; con Cattelan esisteva invece un legame precedente. Dopo la morte di Franco Battiato, suo maestro, Caccamo ha avvertito il bisogno di costruire nuove relazioni capaci di orientarlo.

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La stessa idea ritorna nel valore attribuito alle proprie origini. Tra le figure che lo hanno formato cita i genitori, i nonni agricoltori, Tiziano Terzani e persino il nipote. «Non esiste futuro senza radici», afferma, indicando nella memoria non un vincolo, ma uno strumento per affrontare l’incertezza.


Dalle parole alla mostra

Nel 2025 il progetto ha assunto il nome Youth & Future e si è ampliato con il coinvolgimento delle Nazioni Unite, di università internazionali, dell’Associazione Arte Continua e del giornalista e curatore Edoardo Cycelin. A quel punto si sono aggiunti altri undici artisti: Adel Abdessemed, Leandro Erlich, Antony Gormley, Eva Jospin, Anish Kapoor, Ahmed Mater, Moataz Nasr, Giuseppe Penone, Tobias Rehberger, Julian Schnabel e Kiki Smith.

Il risultato è presentato alla Sala delle Cariatidi di Palazzo Reale, a Milano, fino all’1 novembre. La mostra riunisce testi, immagini e opere nate dall’incontro tra le domande dei giovani e lo sguardo di artisti appartenenti a generazioni diverse.

Tra i ricordi più intensi c’è quello legato ad Arnaldo Pomodoro. Caccamo lo incontrò nello studio milanese dell’artista prima che il progetto prendesse forma: la conversazione durò oltre due ore e toccò anche episodi della vita dello scultore. Vedendolo commosso, Pomodoro gli strinse il polso e lo invitò a non fermarsi al dolore: «Non c’è tempo per la pioggia! Voi giovani dovete accartocciare questo velo nero e ridare spazio alle stelle».

Per Caccamo, quelle parole sintetizzano l’idea di una trasformazione fondata sull’amore e non sulla contrapposizione. In un’epoca che può far sentire le persone isolate e impotenti, il cantautore sostiene che forse non sia il male ad avanzare, ma il bene a non riuscire ancora a rendersi visibile. Youth & Future nasce anche per dare forma a quella luce.

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