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Lifestyle 2 min di lettura1 ora fa

Giovani donne e politica, solo il 34% si sente rappresentato

L’indagine AstraRicerche rileva una fiducia limitata nelle istituzioni, tra precarietà, affitti costosi e scarsa partecipazione decisionale

Soltanto il 34% delle giovani donne ritiene che le istituzioni tengano conto delle proprie idee e dei propri valori. Il dato emerge da una ricerca di AstraRicerche sul rapporto tra gli under 35 e politica, Parlamento, governo ed enti locali.

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La distanza dalle istituzioni

Considerando l’intero campione dei giovani, la quota di chi si sente ascoltato sale al 40,5%. La maggioranza, quindi, non riconosce nelle istituzioni un interlocutore capace di rappresentarne esigenze e principi.

La differenza appare ancora più marcata tra le donne, per le quali circa due su tre non ritengono che la politica dia spazio alle loro priorità. Tra i temi indicati figurano il lavoro instabile, il peso degli affitti e il conflitto tra maternità e crescita professionale.


Partecipazione senza accesso politico

Il minore riconoscimento istituzionale non coincide con l’assenza di impegno civile. Molte giovani partecipano ad associazioni, campagne per i diritti, iniziative ambientali e progetti di cambiamento nei territori.

Questa attività, tuttavia, sembra interrompersi quando si tratta di entrare nei luoghi in cui vengono definite le scelte pubbliche. L’impegno viene percepito come apprezzato nelle occasioni celebrative, ma raramente tradotto in ascolto concreto durante la programmazione delle politiche.

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I ruoli assegnati alle donne

Secondo la ricerca, nella rappresentanza pubblica alle donne vengono ancora associati soprattutto famiglia, welfare e servizi sociali. Più ridotta appare invece la loro presenza riconosciuta nelle questioni economiche, industriali e tecnologiche.

Questa divisione alimenta l’idea che il cosiddetto soffitto di cristallo non riguardi soltanto carriere e stipendi, ma anche l’accesso alla discussione politica e alla definizione delle priorità collettive.


La richiesta di un coinvolgimento reale

Nelle strutture di partito, nei consigli comunali e nei comitati locali, le giovani riferiscono di incontrare modalità di gestione ancora segnate da gerarchie maschili. Interruzioni, competenze sminuite e pressioni ad adeguarsi a modelli già affermati contribuiscono alla scelta di spostare energie verso reti di attivismo e sostegno reciproco.

Roberta Metsola ha dichiarato: «Voglio più giovani e donne in politica, mi impegno su questo». Per ridurre la distanza rilevata dall’indagine, il coinvolgimento delle nuove generazioni dovrebbe tradursi in ascolto e presenza nelle decisioni, non soltanto in consenso richiesto durante le elezioni.

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