Giardina, il nuovo arazzo nasce tra abiti-scultura e performance
A Roma lo stilista trasforma il refettorio di Trinità dei Monti in un laboratorio creativo ispirato a La dama con l’unicorno
Volumi scultorei, pieghe complesse e tonalità dal carattere pittorico definiscono la nuova collezione di Sylvio Giardina. Le stoffe vengono trattate come una materia da modellare, dando forma a gonne ampie e corpetti segnati da arricciature e plissettature elaborate.
Il rosso pompeiano, il glicine e l’azzurro cielo richiamano una tavolozza d’impronta rinascimentale. Ogni abito diventa così il risultato di una manualità sofisticata e della conoscenza delle tecniche sartoriali più impegnative.
Rowenta
-20% sugli aspirapolvere Rowenta
Stoffe trasformate in opere
L’idea della collezione non si limita alla realizzazione degli abiti, ma coinvolge il modo stesso in cui vengono osservati. I tessuti assumono una consistenza quasi plastica e costruiscono silhouette che sembrano appartenere tanto alla moda quanto alla scultura.
Questa ricerca si collega al percorso sviluppato da Giardina tra arte visiva e alta moda. La sartoria viene presentata come un processo capace di trasformare la materia, attraverso sovrapposizioni, campiture e trasparenze, in un racconto visivo.
Un collage per creare un nuovo arazzo
Durante la performance, immagini tratte da La dama con l’unicorno e dalle Nozze di Cana vengono stampate, ritagliate e ricomposte. I frammenti, disposti sul pavimento e trattenuti da cucchiai, diventano parti di un grande collage simile a un modello preparatorio.
La scomposizione delle immagini conosciute serve a costruire un immaginario inedito: l’ipotesi di un settimo arazzo. I cucchiai introducono anche l’idea della condivisione, come se il pubblico fosse chiamato a partecipare a un’esperienza destinata ad aprire, non a concludere, un nuovo percorso.
Il refettorio diventa atelier
La presentazione romana si è svolta nel Convento di Trinità dei Monti, dove Giardina ha immaginato il refettorio come uno spazio di lavoro aperto. Artista, collaboratori e presenti non vengono separati in spettatori e interpreti: tutti entrano, in forme diverse, nel processo creativo.
Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.
Readoo usa l’AI per rispondere velocemente alle tue domande.
L’ambientazione richiama l’intervento di Andrea Pozzo, che nel Seicento dipinse sulle pareti del refettorio le Nozze di Cana. La scena era stata concepita per coinvolgere i monaci nel banchetto raffigurato; nel progetto di Giardina, lo stesso luogo torna a essere uno spazio partecipato, questa volta dedicato alla nascita di una collezione.
Dalla mostra parigina a Roma
Il progetto romano prosegue una ricerca avviata a Parigi durante la settimana dell’alta moda. Nel Musée de Cluny, lo stilista di origini siciliane, nato a Parigi, aveva messo in dialogo i suoi abiti con i sei arazzi del ciclo La dama con l’unicorno.
La trama dei tessuti e i motivi decorativi delle opere avevano guidato la progettazione degli abiti e dell’allestimento. Come nel lavoro di Pozzo, anche in quel caso lo spazio espositivo veniva trasformato in un ambiente immersivo, capace di modificare la relazione tra opera, architettura e pubblico.
Quando la tecnica diventa arte
Per Giardina, la competenza manuale nasce dalla pratica, dall’esperienza e dalla familiarità con i materiali. Esiste però anche una dimensione umana del saper fare, legata all’ascolto, alla cura degli altri e alla disponibilità a trasmettere ciò che si è imparato.
È dall’incontro tra queste due forme di conoscenza che la lavorazione sartoriale acquista un valore artistico. La nuova collezione presentata a Roma riunisce quindi abito, immagine e performance in un unico progetto, nel quale la couture entra in relazione con la storia degli spazi e con la memoria delle opere.
Continua a leggere
Tony Pitony, il salto al cinema: cosa sappiamo del film in arrivo
Il cantante mascherato debutta sul grande schermo con una storia di caduta e riscatto, affiancato da Beatrice Arnera e da numerosi protagonisti dello spettacolo italiano.
Wilma De Angelis, il ricordo del nipote: "Le bastava cantare
Fabio De Angelis ha raccontato in televisione la serenità con cui la cantante ha vissuto la fase conclusiva della sua vita, tra musica e ultimi impegni pubblici.
Basciano, la difesa respinge le accuse: il caso arriva in aula
Il Tribunale di Milano ha disposto il processo per il dj dopo la denuncia di Sophie Codegoni, che ha consegnato agli inquirenti migliaia di pagine di documenti
Leone XIV, il messaggio dal Regno Unito mentre attende il rientro
Dopo l’intervento al polmone destro, il Pontefice potrebbe lasciare il Gemelli entro pochi giorni: intanto sono arrivati gesti di vicinanza da Carlo e Alberto di Monaco.