Giallini, il dolore dopo Loredana: «A un certo punto ho ceduto
Dopo anni trascorsi a proteggere i figli, l’attore ha affrontato il lutto per la moglie e oggi racconta la ripresa, tra famiglia, paura e passione per le moto.
Per anni Marco Giallini ha cercato di restare saldo davanti a Rocco e Diego, ancora bambini quando la madre Loredana è morta nel 2011. La donna, che aveva appena 40 anni, fu colpita da un’emorragia cerebrale mentre i due si preparavano a partire per le vacanze. Solo in seguito l’attore ha dovuto fare i conti con tutta la portata di quella perdita.
Il crollo arrivato più tardi
La prima reazione di Giallini è stata quella di andare avanti, anche per garantire ai figli un punto di riferimento. Il dolore, però, non segue necessariamente il calendario: dopo un periodo in cui aveva provato a contenerlo, è riemerso con forza e lo ha costretto a interrompere quella resistenza.
Intervistato da La Stampa, l’attore ha spiegato: «Il dolore è qualcosa di assolutamente personale, soggettivo. E ce ne sono alcuni, di dolori, come la morte prematura della persona che si ama, che seguono tempi tutti loro». A suo giudizio, tentare di ignorarlo non lo fa scomparire, mentre attraversarlo può richiedere molto tempo e fatica.
Giallini ha raccontato di essersi affidato a lungo alla propria capacità di reagire, fino a quando quella risorsa si è indebolita. «Mi ero stancato di essere forte, ero giù, mi era risalito tutto, è arrivata all’improvviso la botta che prima avevo cercato di non avvertire», ha detto ripercorrendo il momento più duro.
La famiglia resta il suo punto fermo
Quando Loredana è venuta a mancare, Rocco aveva 13 anni e Diego 7. Oggi il primo lavora come aiuto regista, mentre il secondo ha scelto la recitazione. Giallini si dice soddisfatto dei loro percorsi e sottolinea che, nel cinema, il cognome da solo non basta per ottenere un incarico: servono capacità riconosciute.
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Il rapporto con i figli rimane segnato anche da una forte apprensione. L’attore ammette di iniziare a preoccuparsi non appena escono di casa, pur cercando di non mostrarlo. Un’ansia che considera difficile da eliminare e che, dopo la scomparsa della moglie, appare ancora più legata al timore di perdere le persone che ama.
La moto resta in garage
Per venire incontro alle paure dei ragazzi, Giallini ha deciso di sospendere almeno per un periodo la sua più grande passione. «Sarò banale, mi manca la motocicletta, ma ho promesso ai figli che la lascio per un po’ da parte», ha raccontato.
L’attore riconosce i rischi legati alle due ruote e osserva che proprio la sicurezza acquisita può diventare ingannevole. Per lui la moto rappresenta una parte importante della vita, ma la preoccupazione dei figli gli ricorda quella che prova quando sono loro a uscire.
Nel frattempo, Giallini descrive il presente come una fase positiva. Dopo il periodo di smarrimento, dice di essere «tornato in pista» e di sentirsi in recupero, con l’obiettivo di ritrovare l’energia di un tempo, anche se senza passare dalla palestra.
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