Giada, il cavolo portafortuna che in Cina vale più dell’oro
Dal talismano a forma di cavolo ai gioielli record di Barbara Hutton: la giada intreccia simboli, rarità e prezzi che nei casi migliori superano l’oro.
La forma più amata in Cina è quella di un cavolo scolpito in giadeite, non a caso diventato un piccolo emblema di prosperità. Il gioco di parole tra il nome dell’ortaggio e le espressioni legate alla ricchezza ha trasformato questo oggetto in un regalo ricorrente, tanto che un esemplare antico custodito al National Palace Museum di Taipei è tra i pezzi più visitati della collezione.
Un simbolo che nasce da molto lontano
La pietra, però, ha un peso culturale ben più ampio di un semplice portafortuna. Già in epoca Shang, intorno al 1600 a.C., i sovrani la impiegavano per cuscini e sigilli, mentre le sepolture più prestigiose prevedevano anche abiti funerari composti da migliaia di tessere. Non è un dettaglio casuale che nel lessico cinese il carattere di “re” condivida la stessa radice di quello di “giada”.
Due varietà, ma solo una corre verso i
Sul piano gemmologico, le forme più pregiate sono soltanto due: giadeite e nefrite. La prima, più luminosa e traslucida, viene apprezzata soprattutto in gioielleria ed è quella che può assumere colori dal verde intenso al lavanda, fino al bianco e al nero; la seconda è meno limpida e finisce più spesso in sculture e intagli. La versione Imperiale della giadeite, in particolare, è la più rara e può spuntare quotazioni altissime, anche se alcuni esperti mettono in dubbio che la scarsità sia davvero il solo motore dei prezzi.
La nefrite, invece, si distingue per una resistenza notevole: in passato serviva per lame e asce, e la sua struttura fibrosa la rende molto meno fragile di quanto si possa immaginare. Non raggiunge la durezza del diamante, ma sopporta bene urti e rotture, qualità che l’ha resa utile fin dal Neolitico.
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I gioielli più costosi finiscono in asta
Tra i pezzi più celebri compare la collana appartenuta a Barbara Hutton, formata da 27 perle di giadeite con chiusura in rubini e diamanti firmata Cartier. Sotheby’s l’ha venduta a Hong Kong nell’aprile 2014 per 27,44 milioni di dollari. Poco sotto quel primato si è piazzata The Ethereal Jadeite Necklace, passata da Christie’s per poco più di 25 milioni di dollari, in una selezione di gioielli presentata per i 40 anni della maison in Asia.
La pietra dei re non ha perso fascino
Nell’immaginario cinese la giada resta legata alla purezza, alla rettitudine e alla benevolenza. Confucio la descriveva come un modello di virtù, mentre un proverbio antico riassumeva il suo valore con una formula netta: l’oro ha un prezzo, la giada no. Dopo il boom economico cinese, il suo richiamo si è allargato ancora di più e oggi possederne un oggetto è considerato, per molti, un segno di prestigio. Anche per questo la pietra verde continua a essere cercata, collezionata e regalata in forme molto diverse, dai gioielli agli amuleti.
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