Gaza e pena di morte: la denuncia di Susan Sarandon contro Washington
A Roma l’attrice ha ricevuto il Womenlands Excellence Award 2026 e ha presentato The Accompanist, tornando a parlare di Gaza, attivismo e cinema
L’arresto davanti all’Onu per una manifestazione a sostegno di Gaza non ha ridotto l’esposizione pubblica di Susan Sarandon. A Roma, dove ha ricevuto il Womenlands Excellence Award 2026 di Alice nella città, l’attrice ha rilanciato le sue accuse contro la politica statunitense e ha criticato il progetto di trasmettere in streaming un’esecuzione capitale.
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La denuncia contro l’amministrazione Usa
Sarandon ha raccontato di essere stata fermata due settimane fa durante una protesta per Gaza. L’episodio è stato ricordato anche nel breve incontro con Elly Schlein, prima della proiezione del film e della masterclass al cinema Moderno. L’attrice ha ironizzato sulla giovane età degli agenti, spiegando che non sapevano nemmeno come applicare le manette.
Nel confronto con i giornalisti, Sarandon ha sostenuto che tacere sulle notizie ritenute importanti sarebbe peggio delle possibili conseguenze personali. «Non parlare di qualcosa lo trovo più dannoso delle eventuali conseguenze», ha detto, ribadendo di voler usare la propria notorietà per dare spazio a chi non ne ha.
Tra i temi affrontati c’è anche l’annuncio del Segretario alla Difesa Hegseth sulla possibile trasmissione in streaming di una condanna a morte. Sarandon ha definito l’idea un segnale della scarsa sensibilità morale dell’amministrazione statunitense e ha parlato di un governo «infettato dalla mascolinità tossica». Secondo l’attrice, l’unico effetto positivo della proposta è stato riaprire il confronto sulla pena capitale.
Gaza, il messaggio agli studenti
L’incontro romano ha coinvolto anche una delegazione della comunità palestinese in Italia. Giuseppe Conte, intervenuto davanti agli studenti riuniti in piazza, ha ringraziato Sarandon per aver continuato a esporsi senza lasciarsi intimidire.
L’attrice ha detto che l’attenzione non dovrebbe concentrarsi su ciò che è accaduto a lei, ma sulle vittime della guerra. Ha ricordato che, nonostante il cessate il fuoco, a Gaza continuano a morire migliaia di persone e che in Libano i morti sono 2.000. Ha inoltre invitato i giovani a discutere di Naza, documentario premiato a Venezia sugli attacchi israeliani a Gaza, affinché la violenza non venga considerata normale.
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Sarandon, nata nel 1946 e vincitrice dell’Oscar nel 1996 per Dead Man Walking, ha appena compiuto 80 anni. Durante l’incontro ha scherzato sull’età e ha ribadito che, per lei, autenticità e gentilezza restano i criteri fondamentali dell’impegno pubblico.
Un ruolo tra lutto e fantasia
A Roma l’attrice ha presentato anche The Accompanist di Zach Woods, dramma sociale con elementi di realismo magico. Il film segue Emily, bambina immaginativa interpretata da Everly Carganilla, che vive con il nonno affettuoso ma sempre più disorientato.
Dopo l’intervento dei servizi sociali, Emily viene affidata a Sylvia, personaggio interpretato da Sarandon. La donna appare premurosa ed empatica, ma porta con sé un dolore profondo: la perdita della figlia, giovane ballerina morta di anoressia. La pellicola arriverà dal primo dicembre su Sky e sarà disponibile a pagamento anche su Apple, Infinity Prime, Google Play e Chili.
Per Sarandon si tratta del ritorno a un ruolo da protagonista dopo qualche tempo. L’attrice ha spiegato di non averne sentito la mancanza, perché si è sempre considerata al centro della propria vita, ma ha definito Sylvia un personaggio mai affrontato prima. Durante la masterclass si è commossa parlando del rapporto tra genitori e figli e ha ricordato che sia sua madre sia la madre di Aubrey Plaza sono cresciute in affidamento.
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