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Lifestyle 3 min di lettura5 giorni fa

Gatti in viaggio: le mete più sorprendenti dell’Atlante Gattaro

Il volume di Virginia Perini porta tra isole, città e musei dove i felini sono parte del paesaggio, tra storie curiose, indirizzi insoliti e luoghi da segnare in agenda.

C’è perfino un museo in cui i gatti non sono un dettaglio folkloristico, ma una presenza stabile e curata da personale dedicato. All’Hermitage di San Pietroburgo, infatti, questi animali vivono soprattutto negli spazi di servizio, tra cortili e ambienti interni, e da anni fanno parte dell’identità del luogo.


Dal nord Europa ai musei del gatto

Sempre più in alto nel continente, anche Finlandia e Svezia offrono tappe pensate per chi cerca tracce feline fuori dall’ordinario. A Tampere esiste una comunità chiamata Il Villaggio dei Gatti, mentre a Stoccolma, in un’ex area industriale diventata regno della street art, i gatti compaiono spesso accanto ai graffiti e nelle opere legate al festival Spring Beast.

Il viaggio immaginato da Atlante Gattaro passa poi dal Belgio ai Paesi Bassi. A Ypres, ogni tre anni, il Kattenstoet richiama migliaia di visitatori con carri allegorici e rievocazioni legate alla storia locale; ad Amsterdam, invece, il KattenKabinet raccoglie opere dedicate ai felini, tra dipinti, incisioni e manifesti.


Le città dove i gatti sono di casa

Il volume di Virginia Perini, pubblicato da Edizioni Morelli, riunisce anche destinazioni italiane e mediterranee in cui i gatti sono diventati parte del paesaggio urbano. A Roma spicca Largo Argentina, con una delle colonie più note d’Europa, ma compaiono anche la Piramide Cestia, il Cimitero Acattolico e il Romeow Cat Bistrot. Milano viene ricordata per la colonia storica del Castello Sforzesco.

Il libro insiste molto su Istanbul, descritta come una vera capitale dei gatti randagi. Qui i residenti e i commercianti se ne prendono cura in modo spontaneo, senza bisogno di strutture formali, e quartieri come Cihangir e Kadıköy sono noti per murales, mercati, locali e mostre dedicate ai felini. La loro presenza è così forte da essere raccontata anche nel documentario Kedi.


Una guida da sfogliare prima di partire

Per l’autrice, il volume non vuole essere una guida tradizionale ma un compagno di viaggio da consultare prima di mettersi in strada, oppure da tenere nello zaino o sul divano. In questa prospettiva entrano anche le isole giapponesi di Tashirojima e Aoshima, dove la popolazione umana è inferiore a quella felina, insieme ai neko café di Tokyo e ai templi dove i gatti sono di casa.

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Dai vicoli di Tokyo all’Argentina

In Giappone il rapporto con i gatti attraversa anche le città più moderne. A Shinjuku, a Tokyo, i grandi felini virtuali dei cartelloni 3D si aggiungono ai caffè dedicati agli animali e alle isole raggiungibili in traghetto, simboli di un legame che unisce tradizione e contemporaneità.

L’Atlante si allarga poi all’Argentina, con Buenos Aires e il cimitero della Recoleta, ma anche con il Paraná e la città di Rosario, dove i gatti sono legati a leggende locali come quella di Rio, il gatto bianco che annuncerebbe le tempeste. Più a nord, il libro guarda pure alle isole greche: da Hydra a Santorini, da Syros a Creta, fino al monastero di Arkadi.


Tra Key West, Taiwan e le isole giapponesi

Tra le mete più insolite compaiono anche la Casa Museo di Hemingway a Key West, celebre per i suoi gatti polidattili, e Houtong, a Taiwan, un ex villaggio minerario diventato attrazione turistica grazie ai molti micetti che lo abitano. Qui murales, ponti decorati e negozi tematici accompagnano la presenza di centinaia di gatti accuditi dai residenti.

Il libro si muove così fra curiosità, indirizzi e racconti, con l’idea di mostrare quanto il rapporto tra viaggi e felini sia diffuso in ogni parte del mondo. Dentro questo mosaico entrano anche le moschee di Istanbul, le rovine di Roma e i cimiteri di Buenos Aires, osservati con uno sguardo diverso grazie alla lente gattara.

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