Garlasco, il ruolo di Giampietro Lago nelle nuove indagini
L’ex comandante del RIS di Parma ha seguito perizie sul DNA e difeso la sentenza su Alberto Stasi
Giampietro Lago è tornato al centro del caso Garlasco dopo la riapertura delle indagini su Andrea Sempio nel 2025.
GioiaPura
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Le richieste della difesa Stasi
Quando era ancora alla guida del RIS di Parma, Lago gestì le domande presentate dalla difesa di Alberto Stasi per ottenere i dati originari degli esami genetici. La documentazione acquisita dalla Procura di Pavia comprende anche le comunicazioni scambiate tra il 2017 e il 2018.
Il 18 dicembre 2017 i legali di Stasi chiesero una copia degli atti e dei documenti. Il 17 gennaio dell’anno successivo Lago inviò al Raggruppamento, presso il Comando Generale, una bozza di risposta negativa e domandò all’Ufficio legislazione una valutazione sulla correttezza della procedura.
In seguito la difesa ampliò l’elenco del materiale richiesto e sostenne che il presidente della Corte d’Assise d’Appello fosse disposto ad autorizzarne la consegna. Lago si rivolse quindi all’Autorità giudiziaria per verificare l’informazione, che venne smentita.
Le valutazioni sul delitto
Nel procedimento per l’omicidio di Chiara Poggi, avvenuto il 13 agosto 2007, Lago collaborò con la Procura durante il processo di Appello-bis a carico di Stasi, condannato in via definitiva a 16 anni. Si occupò inoltre degli accertamenti sulle tracce biologiche, comprese quelle rilevate sotto le unghie della vittima.
Quelle analisi, affidate nel 2014 al genetista Francesco De Stefano, furono considerate all’epoca incomplete, metodologicamente deboli e prive di valore per identificare un responsabile. Lago ha poi criticato la mancanza di una quantificazione, l’assenza di repliche e il mancato impiego di strumenti più moderni, che aveva proposto in alcune comunicazioni.
Dopo il nuovo avvio investigativo, l’ex ufficiale ha sostenuto che la sentenza su Stasi avesse accertato la responsabilità dell’imputato oltre ogni ragionevole dubbio, con il pieno esercizio dei diritti della difesa. Ha però osservato che una traccia biologica aggiuntiva può meritare verifiche senza diventare automaticamente decisiva.
Nel 2025 Lago aveva indicato come più probabile l’archiviazione della posizione di Sempio, pur riconoscendo la necessità di esaminare elementi nuovi quando presentino una sufficiente attendibilità.
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La carriera nei Carabinieri
Nato a Cittadella, nel Padovano, nel 1964, Lago trascorse l’infanzia tra Fontaniva e la stessa Cittadella. Dopo il liceo scientifico Da Ponte di Bassano del Grappa, frequentò l’Università di Padova e nel 1988 concluse gli studi in Scienze biologiche con una tesi di biochimica applicata alla ricerca oncologica.
In seguito conseguì un dottorato all’Università di Roma, dedicato alla determinazione del gruppo sanguigno attraverso tracce prive di sangue, e ottenne anche una laurea in Giurisprudenza. Nei primi anni Duemila completò inoltre un master sulla protezione dalle armi biologiche e chimiche.
L’interesse per la biologia forense maturò nel 1989, quando era già ufficiale dei Carabinieri. Dopo la specializzazione in biologia e genetica forense, diresse per oltre dieci anni, fino al 2009, il laboratorio di genetica forense del RIS di Roma.
Quindici anni a Parma
Intorno al 2010 Lago assunse il comando del RIS di Parma, incarico mantenuto fino all’inizio del 2025 con il grado di Generale di Brigata. Nel corso di circa 15 anni seguì migliaia di fascicoli, tra cui quelli legati ai casi di Yara Gambirasio, alla strage di Nassiriya, ad Alex Schwazer, Saman Abbas, Igor il russo, Giulia Cecchettin e Chiara Petrolini.
La sua attività comprendeva anche l’insegnamento e la ricerca. Nel 2019 fu nominato docente di Scienze forensi nel corso di laurea in Politiche pubbliche e partecipò a progetti con forze di polizia estere, tra cui FBI, Scotland Yard e BKA.
Lago collaborò inoltre con diverse università italiane, tra cui Parma, Cattolica, Sapienza, Alma Mater e Padova, e con atenei internazionali come GWU di Washington, UCL di Londra e l’Università di Losanna. Ha lasciato il servizio attivo all’inizio del 2025.
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