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Lifestyle 3 min di letturaAggiornato 2 ore fa

Frigoriferi dei supermercati manomessi in nove Paesi europei

Impostazioni alterate fino a 50 gradi hanno costretto diverse catene a isolare impianti e smaltire alimenti.

Aggiornamento delle 12:14

In Sicilia il numero dei punti vendita coinvolti è salito a una ventina, tra Catania, Ragusa e Palermo. L’Ufficio federale tedesco per la sicurezza informatica ha avvertito del possibile ripetersi degli attacchi e ha raccomandato di installare le patch, usare reti private e attivare l’autenticazione a più fattori. Secondo Giovanni Arena, gli accessi sarebbero avvenuti tramite i call center che gestiscono da remoto gli impianti, sfruttando gli indirizzi IP dei frigoriferi.

Aggiornamento delle 12:11

A Catania l’attacco ha causato la perdita di circa 3.500 prodotti surgelati, destinati allo smaltimento come rifiuti speciali. Le temperature anomale hanno coinvolto anche i banchi degli alimenti freschi. I dipendenti hanno individuato il problema alle 6, dopo l’alterazione iniziata intorno alle 4.

Una nuova ondata di attacchi informatici ha alterato gli impianti frigoriferi di supermercati in nove Paesi europei, Italia compresa. Gli episodi sono stati rilevati tra la notte e la mattina del 2 novembre.

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L’allarme in Italia

Le prime segnalazioni italiane sono arrivate dalla Sicilia. Il gruppo Coop Radenza ha riscontrato anomalie in quattro negozi tra Palermo e Catania, mentre l’Agenzia per la cybersicurezza nazionale ha ricevuto la notifica di un caso riguardante un’azienda toscana della ristorazione collettiva.

L’Agenzia ha inoltre individuato un attacco contro un’impresa emiliana che produce alimenti surgelati, anche se l’azienda non aveva ancora formalizzato la segnalazione. Il monitoraggio della grande distribuzione è stato rafforzato insieme alla polizia postale. Il direttore dell’Agenzia, Andrea Quacivi, parteciperà alla riunione convocata a Palazzo Chigi dal sottosegretario Alfredo Mantovano, delegato ai servizi.


Negozi colpiti in Europa

In Svezia gli episodi hanno riguardato sei punti vendita della catena Coop, un centro di distribuzione di Axfood nell’area di Göteborg e un numero non precisato di negozi ICA. In un supermercato di Sjöbo, nel sud del Paese, i frigoriferi sono stati portati fino a 50 gradi; a Stoccolma, invece, alcuni prodotti congelati sono stati eliminati dopo una manomissione avvenuta durante la notte.

Problemi sono stati segnalati anche nei punti vendita di Ahold Delhaize in Belgio e Lussemburgo. I tecnici della società Sabcobel hanno trovato diversi impianti nella modalità di sbrinamento e li hanno scollegati per contenere i danni. In Belgio sono stati interessati inoltre cinque negozi Spar, 15 Carrefour, 15 Intermarché, alcuni minimarket nelle stazioni Q8 e un punto vendita Ikea di Mons.

In Finlandia gli attacchi hanno coinvolto 17 negozi Kesko, mentre in Estonia è stata presa di mira la catena Selver. In Irlanda SuperValu ha spiegato che l’anomalia riguardava un modello presente in 13 dei suoi 223 negozi. In Germania, infine, è stato colpito almeno un punto vendita Edeka a Reisbach, in Baviera.


Un rischio per la catena del freddo

Il problema riguarda la conservazione degli alimenti, soprattutto in vista dell’aumento delle vendite legato al periodo natalizio. I prodotti surgelati devono rimanere a temperature inferiori a -18 gradi lungo tutta la distribuzione: dopo un’alterazione, il ricongelamento può comprometterne caratteristiche e sicurezza.

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I sistemi collegati alla rete consentono di controllare a distanza frigoriferi e congelatori, segnalando rapidamente gli scostamenti e facilitando la manutenzione. La stessa connessione, tuttavia, può offrire un accesso ai sistemi aziendali quando i dispositivi sono vecchi, non aggiornati o configurati senza adeguate protezioni.


Il precedente francese

Un episodio analogo era stato registrato in Francia tra l’11 e il 12 ottobre, con circa 700 supermercati interessati. Gli intrusi avevano attivato lo sbrinamento degli impianti e lasciato la procedura in funzione per l’intera notte, causando la perdita di grandi quantità di merce.

Danfoss, l’azienda danese che gestiva i sistemi di controllo, aveva pubblicato nei mesi precedenti un aggiornamento per correggere una vulnerabilità. Dopo gli attacchi aveva però precisato che molti degli impianti coinvolti erano modelli datati, ormai privi di aggiornamenti di sicurezza.

Il responsabile del centro svedese per la sicurezza informatica, John Billow, ha parlato di un numero elevato di dispositivi industriali esposti e bisognosi di aggiornamenti. Secondo la banca dati Shodan, oltre 4.500 pannelli di controllo della refrigerazione nella grande distribuzione risultano accessibili da internet.


Indagini ancora aperte

Gli attacchi non sono stati rivendicati e non è ancora possibile stabilire se dietro gli episodi ci sia un’unica regia. In Estonia, tuttavia, alcuni frigoriferi colpiti utilizzavano il software Danfoss, lo stesso nome emerso nel precedente francese.

Vladimir Dashchenko, ricercatore di sicurezza informatica di Kaspersky, ha spiegato che i pannelli accessibili pubblicamente possono essere individuati attraverso strumenti come Shodan e Censys quando non sono isolati correttamente. Carlo Testa, amministratore delegato e direttore generale di NAIS, ha aggiunto che credenziali condivise, accessi remoti non protetti e apparecchi obsoleti possono esporre numerosi negozi allo stesso attacco senza richiedere necessariamente l’uso di programmi dannosi.

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