Friends senza i cinque: il motivo dietro l’assenza nel documentario su Perry
Il progetto Netflix ricostruirà la vita dell’attore scomparso nel 2023 attraverso familiari, colleghi e materiali privati, ma senza i suoi cinque compagni di set.
Prima ancora dell’uscita del documentario, gli interpreti di Friends avevano scelto di ricordare Matthew Perry attraverso un’iniziativa artistica. Jennifer Aniston, Courteney Cox, Lisa Kudrow, Matt LeBlanc e David Schwimmer avevano firmato alcuni dipinti realizzati dall’artista britannico Tim Wakefield, messi poi in vendita per raccogliere fondi destinati ad associazioni benefiche selezionate dagli stessi attori. Tra queste figura la Fondazione Matthew Perry, nata nel novembre 2023 per proseguire l’impegno dell’attore a favore delle persone alle prese con le dipendenze.
Il dolore rimasto lontano dalle telecamere
La scelta di non comparire nel documentario non sembra indicare una distanza tra i protagonisti della serie. Lo scorso agosto, Jennifer Aniston aveva parlato della morte dell’amico spiegando che il gruppo aveva assistito per anni alla sua sofferenza. «Sono sollevata che abbia smesso di soffrire», aveva dichiarato a Vanity Fair, ammettendo quanto fosse stato difficile accompagnarlo durante quella lunga battaglia.
Secondo una persona vicina alla produzione, i cinque attori sono stati contattati ma hanno preferito non prendere parte al progetto. La stessa fonte ha sostenuto che Aniston, in particolare, non intenderebbe trasformare il proprio dolore in un momento pubblico davanti alle telecamere.
Netflix ricostruisce la sua storia
The One About Matthew Perry è una serie documentaria composta da tre episodi e sarà disponibile su Netflix il 27 ottobre. Il racconto affiderà ampio spazio alla famiglia dell’attore e alle persone che gli sono state accanto, mentre i compagni di Friends resteranno fuori dall’elenco dei partecipanti.
Perry, canadese-americano, aveva interpretato Chandler Bing nella sitcom trasmessa dal 1994 al 2004. Con gli altri cinque protagonisti aveva mantenuto un rapporto stretto anche dopo la conclusione della serie, e Aniston era stata per lui un riferimento importante durante il percorso segnato dalla dipendenza.
La voce della famiglia
A parlare davanti all’obiettivo sarà invece Mia Perry Bowick, sorella dell’attore, che ha messo a disposizione fotografie e filmati familiari mai mostrati prima. Il suo intervento servirà a presentare Matthew al di là del personaggio più famoso e delle difficoltà affrontate negli anni.
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«Mi ci è voluto del tempo per sentirmi pronta a condividere questi ricordi e a raccontare cosa significasse amare Matthew in tutta la complessità della sua vita», aveva spiegato in occasione dell’annuncio. La sorella aveva aggiunto di voler contribuire a restituire l’immagine di una persona dal carattere generoso, capace di far sentire amati gli altri anche nei periodi più bui.
Le dipendenze raccontate in prima persona
La vicenda personale di Perry era già stata affrontata nelle sue memorie, pubblicate nel 2022 con il titolo Friends, i miei amori e quella cosa terribile. Nel libro aveva raccontato il consumo di alcol, oppiacei e cocaina durante gli anni di maggiore popolarità, tra la fine degli anni Novanta e l’inizio dei Duemila, oltre ai circa 15 periodi trascorsi in strutture per la disintossicazione.
L’attore aveva anche stimato in 9 milioni di dollari la somma spesa nel tentativo di liberarsi dalla dipendenza. A 49 anni era sopravvissuto alla perforazione del colon provocata dall’abuso di oppioidi: dopo due settimane in coma, era rimasto ricoverato per cinque mesi. I medici avevano indicato alla famiglia una probabilità di sopravvivenza del 2 per cento.
La morte e le indagini
Matthew Perry era stato trovato morto il 29 ottobre 2023 nella vasca idromassaggio della sua abitazione di Los Angeles. Aveva 54 anni e l’autopsia aveva collegato il decesso all’annegamento seguito all’assunzione di una dose elevata di ketamina.
Nell’inchiesta erano state arrestate cinque persone, tra cui il suo assistente e due medici. L’accusa sosteneva che avessero sfruttato la sua vulnerabilità per procurargli sostanze stupefacenti e alimentare il problema; tutti si erano dichiarati colpevoli e quattro avevano ricevuto una condanna alla reclusione. La serie arriverà su Netflix a pochi giorni dal terzo anniversario della sua scomparsa.
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