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Lifestyle 4 min di lettura12 ott

Franzoni, la paura diventa forza: «Punto a vincere ancora

Dalle piste più celebri agli interessi lontani dalla neve, il velocista azzurro racconta ambizioni, legami e il metodo per gestire la pressione

La paura, per Giovanni Franzoni, non è un ostacolo da cancellare ma una sensazione da governare. Nei primi anni della discesa libera, arrivando dalla squadra del gigante e con poca esperienza specifica, il timore si è presentato più volte. Oggi, invece, la preparazione tecnica e atletica gli permette di trasformarlo in sicurezza: «La paura scompare e diventa fiducia quando ti senti pronto», ha spiegato.

Anche il futuro viene affrontato con prudenza. Franzoni sogna medaglie ai Mondiali e alle Olimpiadi, oltre a numerosi successi, ma preferisce ragionare una stagione alla volta. La sua mentalità realistica lo porta a considerare possibile anche un anno difficile, atteggiamento che lo mantiene concentrato e lontano da facili certezze.

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La velocità ora chiede conferme

Nel 2026 il velocista italiano ha raggiunto traguardi di enorme peso: l’oro olimpico nella discesa libera a Bormio e due vittorie in appuntamenti prestigiosi come il SuperG di Wengen e la discesa di Kitzbühel. Proprio il successo sulla Streif, una delle piste simbolo dello sci alpino, lo ha proiettato tra i nomi più attesi della specialità.

Il risultato non ha però cambiato il suo modo di porsi. Franzoni considera Dominik Paris un riferimento anche per la capacità di restare concreto e sa che i risultati ottenuti appartengono già al passato. La sfida, adesso, consiste nel migliorare ancora, perché il livello degli avversari cresce e ogni stagione porta nuovi protagonisti.


Un campione senza copione

Ripartire dopo un’annata simile non è semplice nemmeno per lui. Il giovane atleta racconta di voler conservare la propria identità, dedicandosi all’allenamento quotidiano e senza caricarsi del peso dell’intera stagione. Le incertezze, ammette, possono diventare uno stimolo utile per alzare il rendimento durante la preparazione estiva.

La notorietà ha aggiunto impegni, appuntamenti ed eventi che prima non facevano parte della sua routine. All’inizio conciliare tutto con il recupero fisico, elemento che ha sempre considerato essenziale, gli ha creato qualche difficoltà. Con il tempo ha imparato a organizzarsi meglio, mantenendo però le abitudini di sempre e la compagnia degli amici di lunga data.


Fuori pista resta ragazzo

Quando non è impegnato sugli sci, Franzoni sceglie attività molto diverse tra loro. Gli piacciono il kite, il surf e la neve fresca anche durante l’estate; non rinuncia poi alle serate con gli amici, alle cene e alle sfide sui go kart, purché senza fare troppo tardi.

La famiglia occupa un posto centrale nella sua quotidianità, insieme al cane e alla musica. Ogni tanto legge, guarda film e segue soprattutto serie di animazione giapponese. In questo periodo ha ridotto le serie televisive, perché tendevano a tenerlo davanti allo schermo più del previsto, mentre durante l’estate preferisce dedicarsi ai libri.

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Dai motori a un fratello speciale

Tra gli interessi più forti c’è il mondo dei motori. Franzoni segue la Formula 1 e la MotoGP e nel corso dell’anno è stato al Mugello e a Montecarlo. In quelle occasioni ha avuto modo di conoscere anche Marco Bezzecchi, Kimi Antonelli e Jannik Sinner, figure appartenenti a discipline diverse ma accomunate dall’alto livello agonistico.

Il pilota italiano della Formula 1 ha conquistato in particolare la sua simpatia. Franzoni tifa anche Ferrari, ma per Antonelli prova un sostegno speciale: «È un bravissimo ragazzo, ha fatto cose incredibili e spero che vinca il Mondiale», ha detto parlando della stagione del giovane bolognese.

Nella sua storia familiare c’è poi la presenza del fratello gemello. Fino ai 16 anni era considerato il più forte tra i due e riusciva spesso a batterlo; poi Franzoni ha compiuto il sorpasso sportivo, trasformando il fratello nel suo primo grande sostenitore.


Paris come guida sulle piste

Il modello tecnico e umano rimane Dominik Paris. Franzoni ne apprezza soprattutto la lettura tattica e la capacità di adattarsi a neve, tracciati e condizioni differenti. I sette successi a Bormio, le vittorie in Val Gardena e i tre trionfi a Kitzbühel raccontano una carriera che il giovane azzurro considera tra le più importanti nella storia della discesa.

Paris gli ha già trasmesso molti insegnamenti, scherzando sul fatto di aver iniziato troppo presto a farlo. Franzoni spera che resti ancora a lungo nel circuito e prova a osservare ogni dettaglio del suo modo di gareggiare, come si farebbe con un manuale prezioso.

Tra gli obiettivi personali figurano le piste che ancora gli manca di conquistare. La discesa di Wengen è in cima alla lista, seguita da Bormio e Val Gardena: vincere su questi tracciati gli consentirebbe di completare il prestigioso trittico delle grandi classiche della velocità.

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