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Lifestyle 2 min di lettura1 ora fa

Frank Mancuso, il colpo di genio che cambiò Top Gun e 007

Dalle sale di Buffalo alla guida di Paramount e Mgm: il dirigente intuì il potenziale di grandi film e ne trasformò la promozione in un’arma decisiva.

Il suo talento non consisteva soltanto nello scegliere i film giusti, ma nel capire come portarli al pubblico. Frank Mancuso, partito come maschera in un cinema di Buffalo, è morto a 93 anni a Los Angeles dopo aver raggiunto la presidenza di Paramount e la guida di Mgm, lasciando il segno su titoli come Top Gun, Ghost, Attrazione Fatale, Indiana Jones - L'Ultima Crociata e tre film di James Bond.

La sua carriera rappresentò un’eccezione nell’industria cinematografica statunitense: non arrivò ai vertici passando dalla produzione, bensì dalla distribuzione e dalla promozione. Per i modi misurati era conosciuto come Gentleman Frank; le sue origini italo-americane gli valsero invece il soprannome The Godfather.

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L’intuizione dietro Top Gun

Quando nel 1984 divenne presidente e amministratore delegato di Paramount, Mancuso stabilì che nessun progetto potesse essere messo da parte o ceduto senza il suo consenso. Fu così che tornò a esaminare anche Top Gun, inizialmente accantonato, riconoscendo nel film il potenziale di Tom Cruise, nel ruolo del pilota temerario, e delle spettacolari sequenze aeree.

La scommessa funzionò: nel 1986 Top Gun divenne il film con il maggiore incasso dell’anno, raggiungendo circa 360 milioni di dollari nel mondo. Nel suo percorso ai vertici dello studio Mancuso sostenne anche opere come Ghost e Attrazione Fatale, contribuendo a una stagione di grandi successi per Paramount.


Musica, date e pubblico

Mancuso fu tra i primi dirigenti a comprendere il peso promozionale delle colonne sonore e dei videoclip. Questa strategia aiutò La Febbre del Sabato Sera, uscito nel 1977, a trasformarsi in un fenomeno internazionale legato alla disco music, mentre Flashdance, nel 1983, superò i confini del cinema per diventare un evento di costume.

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Il dirigente prestava particolare attenzione anche al momento dell’uscita. Scelse di distribuire Voglia di Tenerezza, con Jack Nicholson, Shirley MacLaine e Debra Winger, poco prima del Giorno del Ringraziamento, periodo ritenuto allora poco favorevole. Il pubblico lo premiò durante le festività natalizie e il film conquistò cinque Oscar.


Dalla Paramount al rilancio di Mgm

Il rapporto con Paramount si concluse nel 1991, dopo una complessa riorganizzazione ai vertici e le deludenti prestazioni di produzioni come Giorni del Tuono, Il Grande Inganno e Il Padrino Parte III, tutte uscite nel 1990. Le fortune di Mancuso, però, non si fermarono a quella separazione.

Nel 1993 gli fu affidato il compito di risollevare Metro-Goldwyn-Mayer/United Artists, allora in forte difficoltà. Rimase alla guida di Mgm fino al 1999 e accompagnò il ritorno di James Bond al cinema con Pierce Brosnan, attraverso GoldenEye, Il Domani non muore Mai e Il Mondo non Basta.

Barry Diller, che aveva guidato Paramount prima di lui, lo ricordò definendolo «un brillante stratega». Una reputazione costruita senza cercare il centro della scena, in un ambiente spesso dominato da figure molto più esibite.

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