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Lifestyle 3 min di lettura1 ora fa

France e Marianne, l’incredibile lusso in miniatura delle principesse

Elisabetta II e Margaret ricevettero due bambole circondate da centinaia di creazioni firmate dalle maison più celebri della moda francese

France e Marianne appartengono ancora oggi alla Royal Collection, insieme a un corredo che comprende vestiti, accessori e oggetti degni di due clienti dell’alta moda. Il loro patrimonio in miniatura non si limitava all’abbigliamento: ciascuna aveva anche una Citroën Traction Avant cabriolet lunga circa un metro e mezzo.

A completare il dono c’era persino un servizio da tè in porcellana di Sèvres. Per due bambole destinate a Elisabetta II e Margaret, insomma, furono predisposti anche automobili e accessori da viaggio, oltre a un guardaroba che superava i 350 pezzi.


Quando la moda veste le bambole

Il rapporto tra bambole e alta moda è al centro della mostra “Vestire le bambole”, in programma dal 16 settembre al 3 gennaio 2027 al Museum at the Fashion Institute of Technology di New York. L’esposizione racconta come questi oggetti siano diventati, nel tempo, superfici sulle quali presentare idee, tecniche e creazioni dei designer.

Nel caso di France e Marianne, ogni elemento fu studiato per ricreare l’immagine di due donne dell’alta società. Anche i dettagli più piccoli seguivano questa logica: dai profumi di Guerlain, Lancôme e Coty ai foulard in crêpe di seta di Henry à la Pensée, alcuni dei quali decorati con i personaggi di Biancaneve e i sette nani.


Un corredo da vera alta società

Il guardaroba comprendeva capi per il giorno e per la sera, completi pensati per Ascot e per le gite in yacht, oltre a pellicce, impermeabili, négligé di seta e biancheria. Lanvin firmò un insieme da ricevimento in giardino, realizzato in organza di seta blu giacinto e accompagnato da ricami floreali, cappello coordinato, cintura in lamé argentato e sottoveste.

Al progetto parteciparono anche Madeleine Vionnet, Jacques Worth, Jean Patou, Marcel Rochas, Lucien Lelong, Robert Piguet e Paquin. Le calzature furono affidate a Hellstern, mentre Perrin e Alexandrine confezionarono più di cinquanta paia di guanti, con modelli corti per il giorno e versioni lunghe per la sera.

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Dai gioielli alle valigie firmate

Cartier preparò una parure composta da collana, bracciale e spilla. Hermès realizzò invece borse in pelle e suede con portamonete e nécessaire abbinati, mentre Louis Vuitton si occupò della valigeria; Caroline Reboux completò il repertorio con i suoi cappelli.

Le due bambole erano alte circa 85 centimetri e furono costruite dalla Société Française de Fabrication de Bébés et Jouets. Le teste portavano la firma Jumeau, i capelli furono acconciati dal parrucchiere parigino Valentin e gli occhi vennero prodotti da Peigne, azienda specializzata in occhi artificiali.


Il regalo arrivò da Parigi nel 1938

L’omaggio nacque durante la visita di Stato compiuta in Francia, nel luglio del 1938, da re Giorgio VI e dalla moglie Elisabetta. Le figlie rimasero nel Regno Unito: Elisabetta aveva 12 anni, mentre Margaret ne aveva 7. Le Journal organizzò allora il dono a nome dei bambini francesi, con l’obiettivo di presentare il meglio dell’artigianato e della moda nazionale.

Nel mese successivo, France e Marianne raggiunsero Londra dentro una grande cassa, accompagnate da una ventina di bagagli. Il loro corredo trasformava due giocattoli in clienti immaginarie delle maison parigine, con una scelta di abiti e accessori ben lontana dai semplici vestiti improvvisati con cui molti bambini erano soliti giocare.

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