Figlie adolescenti, la svolta per Michelle Hunziker: cosa cambia davvero
Sole e Celeste stanno conquistando maggiore indipendenza, mentre la conduttrice racconta quanto sia difficile per una madre riconoscere il nuovo equilibrio familiare.
La crescita di Sole e Celeste sta obbligando Michelle Hunziker a ripensare il proprio ruolo di madre. Le figlie, avute da Tomaso Trussardi, hanno 12 e 11 anni e si trovano in una fase in cui il bisogno di autonomia può apparire, agli occhi di un genitore, come un improvviso raffreddamento del rapporto.
Il passaggio è stato raccontato dalla conduttrice il 4 ottobre, durante la sua partecipazione a Verissimo. Hunziker ha descritto con ironia le nuove dinamiche in casa, ma ha anche dato un nome al dispiacere provato da molti genitori quando le manifestazioni d’affetto diminuiscono: «È un piccolo lutto».
L’autonomia cambia il legame
La psicologia dello sviluppo considera la ricerca di indipendenza una parte centrale dell’adolescenza. Ragazze e ragazzi iniziano a prendere decisioni più personali, a costruire un’identità separata da quella familiare e a dare maggiore importanza al giudizio degli amici.
In questo percorso possono aumentare le discussioni e la distanza visibile dai genitori. Secondo l’American Psychological Association, il confronto può risultare particolarmente evidente nel rapporto tra madri e figlie adolescenti, senza indicare per forza una rottura affettiva.
Il conflitto, infatti, può diventare uno strumento attraverso cui la ragazza cerca un nuovo equilibrio: vuole sentirsi autonoma, ma non necessariamente rinunciare alla relazione con la madre. Il legame resta, anche se deve assumere forme diverse da quelle dell’infanzia.
Hunziker racconta la nuova fase
A Verissimo, Hunziker ha spiegato che Sole e Celeste sembrano essersi unite nella presa in giro della madre: «si sono coalizzate contro di me», ha raccontato. La conduttrice ha aggiunto che le due ragazze la prendono spesso in giro, mentre Celeste, fino a pochi mesi prima molto affettuosa, è entrata con decisione nella fase adolescenziale.
Il cambiamento, secondo il racconto di Hunziker, si nota anche nei gesti quotidiani. Dopo anni trascorsi a occuparsi di ogni necessità delle figlie, una madre può trovarsi davanti a ragazze che evitano di salutarla davanti alla scuola, si vergognano della sua presenza o sembrano attribuire meno valore alle sue parole.
La conduttrice ha ricordato anche l’esperienza con Aurora Ramazzotti, la figlia maggiore, ma aver già attraversato l’adolescenza della primogenita non rende necessariamente più semplice affrontare quella di Sole e Celeste. Ogni passaggio può riaprire le stesse incertezze.
Il controllo non risolve tutto
Hunziker ha scherzato sul fatto di controllare le figlie «dalla mattina alla sera» e ha sostenuto che in questa fase «non bisogna mollare la presa». Le indicazioni dell’American Psychological Association e dell’UNICEF distinguono però la presenza genitoriale dal controllo continuo.
Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.
Con la crescita, le regole non scompaiono, ma devono essere adeguate all’età e accompagnate da spiegazioni più chiare. La ragazza può essere coinvolta nelle decisioni, assumere responsabilità graduali e vedere riconosciuta la propria capacità di avere opinioni e compiere alcune scelte.
Sostenere l’autonomia, quindi, non significa permettere qualsiasi comportamento. Vuol dire modificare il modo di esercitare il ruolo genitoriale, lasciando più spazio alla privacy senza rinunciare ai limiti necessari.
Ascoltare senza trasformarsi in giudici
Quando un’adolescente diventa più riservata, la madre può interpretare ogni risposta brusca come un rifiuto. Da qui può nascere una reazione fatta di domande insistenti, maggiore sorveglianza e ulteriore tensione, fino a creare una distanza che nessuna delle due desiderava davvero.
Le indicazioni dell’UNICEF invitano invece a mantenere disponibilità, attenzione e interesse autentico. Non sempre una ragazza parlerà quando l’adulto lo ritiene opportuno; essere pronti ad ascoltarla nel momento scelto da lei può aiutare a conservare un canale di fiducia.
Anche il contesto può fare la differenza. Le conversazioni possono risultare più spontanee durante un’attività condivisa, come un viaggio in automobile o la preparazione della cena, piuttosto che in un confronto organizzato e percepito come un interrogatorio.
Più indipendenza non vuol dire meno affetto
Uno studio longitudinale pubblicato sul Journal of Family Psychology ha osservato per cinque anni più di 1.400 coppie formate da una madre e dal figlio o dalla figlia. La ricerca ha preso in esame sia il punto di vista materno sia quello degli adolescenti sul sostegno ricevuto nel percorso verso l’autonomia.
Il profilo più frequente era quello in cui entrambe le parti percepivano un alto livello di sostegno all’indipendenza. Questa condizione risultava generalmente collegata a indicatori più favorevoli di adattamento.
Per una madre, accettare il cambiamento può assomigliare a una perdita: non scompare però necessariamente l’affetto, bensì il modo in cui viene espresso. Il compito diventa allora restare vicina senza occupare ogni spazio, accompagnando Sole e Celeste verso una maggiore autonomia pur mantenendo aperta la relazione.
Continua a leggere
Dal controllo della luce ai neuroni: i vincitori del Nobel 2026
Karl Deisseroth, Peter Hegemann e Georg Nagel sono stati premiati per aver aperto la strada all’optogenetica, nata anche dallo studio di un’alga.
Silvia Bonolis, nuova emergenza: il racconto di Sonia Bruganelli
A Verissimo, Sonia Bruganelli ha spiegato perché la figlia Silvia ha affrontato un terzo intervento e quanto sia stato importante il sostegno di Angelo Madonia.
Michelle Hunziker, la felicità con Berruti fa paura: cosa ha confessato
A Verissimo la conduttrice ha raccontato il rapporto con Giulio Berruti e il timore che l’esposizione esterna possa compromettere un equilibrio oggi molto importante.
Perquisizioni Epstein, la sfida legale di Andrew: udienza l’8 ottobre
Andrew Mountbatten-Windsor contesta i mandati utilizzati per perquisire due residenze a lui collegate e chiede che vengano cancellati.