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Lifestyle 2 min di lettura6 giorni fa

Fendi, il corpo diventa spettacolo: Carrà accende la passerella

Alla Milano Fashion Week Maria Grazia Chiuri costruisce una collezione che passa dall’intimo al corale, tra riferimenti anni Settanta, specchi e un accessorio destinato a farsi notare.

La collezione Fendi Primavera-Estate 2027 parte da un’idea semplice ma potente: un corpo cambia quando entra in relazione con un altro. Da lì Maria Grazia Chiuri costruisce una sfilata che si apre con toni misurati e finisce in una sequenza più luminosa, mobile e condivisa.

A segnare il percorso sono dettagli che sembrano arrivare da momenti diversi della giornata e della vita: lingerie, gambaletti, soprabiti morbidi, poi pelle, tubini aderenti, pellicce e paillettes. E quando l’atmosfera si allarga, riaffiorano anche riferimenti molto riconoscibili, da Raffaella Carrà ad Adriano Celentano.


Dal privato alla scena

L’ispirazione dichiarata da Chiuri mette insieme E.E. Cummings e la televisione italiana degli anni Settanta. Il verso scelto, «I like my body when it is with your body», diventa il punto di partenza per ragionare sul corpo non come elemento isolato, ma come presenza che acquista senso nel rapporto con gli altri.

A questo si aggiunge la memoria di Prisencolinensinainciusol del 1974, con Raffaella Carrà, Adriano Celentano e un corpo di ballo immersi in musica, movimento e superfici riflettenti. È da lì che la stilista sembra riprendere il senso di un’energia collettiva, trasformando un’intuizione intima in qualcosa di più teatrale.


Un guardaroba che si accende

La prima parte della passerella resta quasi sussurrata. Gambaletti e lingerie spuntano sotto soprabiti ampi, mentre colletti staccati appoggiati sulla pelle danno l’idea di abiti ancora in divenire, come se il vestire non fosse concluso ma appena iniziato.

Poi il registro cambia. Compaiono linee più aderenti e altre più fluide, insieme a pelle, pellicce e superfici brillanti; le paillettes entrano progressivamente in scena e la collezione assume un ritmo più esplicito. Anche gli anni Settanta fanno capolino, soprattutto in alcune sciarpe al collo e in giacche che richiamano l’immaginario del balletto di Celentano.


La bandana che racconta Carrà

Tra gli accessori, il più immediato è la bandana di paillettes. È il dettaglio che rimanda con più forza a Raffaella Carrà e che riporta alla memoria quell’idea di brillantezza pop che attraversa tutta la collezione.

Non resta un semplice omaggio nostalgico. Inserita tra lingerie, pelle e pellicce, la bandana finisce per sembrare un elemento naturale della sfilata, quasi il segno finale di un percorso che porta dall’intimità alla voglia di farsi vedere.


Gli specchi moltiplicano il racconto

Anche la scenografia gioca un ruolo preciso. Gli specchi non sono un ornamento casuale, ma un richiamo diretto alla performance che ha ispirato Chiuri, dove riflessi e figure si moltiplicavano attorno ai protagonisti.

In passerella accade qualcosa di simile: i modelli si muovono tra superfici specchianti e le immagini si sovrappongono, confondendo corpi reali e riflessi. È il modo scelto da Fendi per trasformare una suggestione televisiva in un racconto visivo completamente contemporaneo.

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