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Lifestyle 2 min di lettura23 set

Fendi, Chiuri rilancia il corpo libero con Carrà e Celentano

La direttrice creativa trasforma la sfilata milanese in un omaggio a icone che decidevano da sole come mostrarsi, tra specchi, sensualità e abiti in sovrapposizione.

Maria Grazia Chiuri sostiene di aver spinto ancora di più, rispetto al periodo vissuto da Dior, il suo modo di stare dentro il sistema della moda, sfidandone le regole dall’interno. Per lei, il punto non è solo stilistico: riguarda il rapporto con il corpo, con la libertà di esprimerlo e con la pressione del giudizio che oggi, a suo dire, pesa molto di più sulle nuove generazioni.


Lo spettacolo che riporta al corpo

La seconda collezione firmata per Fendi è andata in scena a Milano davanti a una passerella rivestita di superfici specchianti, capaci di moltiplicare le immagini del pubblico e dei modelli. L’idea del set richiama l’esibizione di Raffaella Carrà e Adriano Celentano in "Prisencolinensinainciusol", passata nel varietà Rai 'Milleluci' del 1974.

Chiuri ha raccontato che parte del suo team non conosceva affatto quelle due figure, ma si è acceso vedendole in azione. Secondo la direttrice creativa, oggi la moda sarebbe vissuta con meno istinto rispetto a un tempo: le nuove generazioni, ha spiegato, sentono di più il peso degli altri e frequentano meno spazi come la discoteca, che un tempo offrivano maggiore disinvoltura.


Intimo, sovrapposizioni e sensualità

Da questa riflessione nasce una collezione per la prossima primavera estate costruita attorno all’intimo, trattato senza pruderie e senza moralismi. In passerella compaiono reggiseni in pizzo, shorts di satin ricamati, sottovesti, vestaglie e una serie di intrecci tra elementi maschili e femminili.

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La poetica evocata da Chiuri passa anche da E.E. Cummings e dalla frase "i like my body when it is with your", usata come riferimento ideale dello show. Tra gli ospiti figuravano Monica Bellucci e Jovanotti, mentre gli abiti si accavallano gli uni sugli altri: dalla stola di pelliccia sul bra al collarino gioiello su un vestito fluido, fino alla bandana tempestata di cristalli, al top ginnico con la gonna di pizzo e ai pantaloni abbinati al top con frange.


Un omaggio alle regole infrante

Il richiamo a Carrà e Celentano non è casuale, perché per Chiuri entrambi incarnavano un modo di stare in scena insieme libero, energico e popolare. Li descrive come figure "sexy e familiari al tempo stesso" e li usa come riferimento per un guardaroba che mescola registri, materiali e ruoli senza irrigidirsi in categorie fisse.

In chiusura, la stilista ha ribadito di aver sfidato più volte la convenzione, sia da direttrice creativa di un’azienda di moda sia nel percorso che l’ha portata a Dior, dove ha impresso una svolta femminista alla maison francese. La sfilata Fendi, in questa chiave, diventa così un ulteriore capitolo di quel linguaggio: meno allineato, più corporeo, più istintivo.

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