Eugenio Finardi ricorda Patrizia e la lotta alla droga
A Ballando con le stelle ha raccontato dipendenza, comunità e la morte della moglie a 56 anni
Eugenio Finardi ha parlato a Ballando con le stelle della dipendenza dalle droghe e della morte della moglie Patrizia.
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La morte di Patrizia
Il cantautore ha raccontato che la fine della relazione con le sostanze non riuscì a proteggere la donna, che era risultata positiva all’epatite C. Patrizia è morta a 56 anni, dodici mesi prima che fosse individuata una cura.
Dalla loro unione sono nati Elettra ed Emanuele. I due figli sono rimasti senza madre e Finardi ha collegato quella perdita alle conseguenze delle decisioni prese durante gli anni della dipendenza. «Era positiva all’epatite C e se n’è andata a 56 anni», ha ricordato nella trasmissione.
Il percorso in comunità
Nel racconto affidato alla clip trasmessa prima dell’esibizione, Finardi ha descritto la comunità come un ambiente duro, fondato sulla fatica, sul controllo reciproco e sull’assenza di contatti personali. Anche espressioni di cortesia come “per favore” e “grazie” non erano ammesse.
Secondo il musicista, quel metodo aveva l’obiettivo di demolire l’immagine che ogni ospite aveva di sé, per permettergli poi di ricostruirla su basi diverse. Finardi ha spiegato alla maestra Rebecca Gabrielli che la droga può sembrare una via per attenuare il dolore, ma ha concluso: «Le sostanze sono un carcere».
L’inizio della dipendenza
Finardi ha ricordato di essersi avvicinato alle droghe a 13 o 14 anni, influenzato dall’immaginario legato ai Rolling Stones, a Jimi Hendrix e alla cultura hippie. La prima esperienza sarebbe arrivata quasi casualmente, dopo che un amico gli aveva fatto provare alcune sostanze.
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Aveva 74 anni quando ha affrontato il giudizio del pubblico e dei professionisti di Ballando con le stelle. Nel programma ha spiegato però che l’impegno sulla pista rappresentava una difficoltà molto diversa da quella vissuta nella sua giovinezza.
Gli anni con Patrizia
La fase più pesante arrivò prima della nascita di Elettra, all’inizio degli anni Ottanta. Patrizia, allora compagna di Finardi e in seguito sua moglie, era dipendente dalle sostanze; il loro rapporto fu segnato insieme da legame affettivo, attrazione e consumo di droga.
Entrambi speravano di riuscire a liberarsi da quella condizione. Finardi ha osservato che chi vive una dipendenza cerca spesso qualcuno capace di comprenderlo, ma quella comprensione può arrivare soltanto da un’altra persona intrappolata nella stessa esperienza.
La scelta dopo la nascita di Elettra
La nascita di Elettra, venuta al mondo con la sindrome di Down, cambiò per loro il significato di quella vita. Finardi ha spiegato che da quel momento il consumo non poteva più essere visto come un elemento romantico o trasgressivo: era diventato motivo di vergogna e rendeva impossibile continuare nello stesso modo.
Patrizia entrò per prima in una comunità, mentre Elettra, che aveva 5 anni, fu affidata alla nonna a Vicenza. Finardi scelse invece di andare in Canada, anche perché in Italia era già conosciuto: a suo giudizio, per affrontare davvero il recupero era necessario lasciare alle spalle il proprio passato pubblico.
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