Emé, il wabi-sabi conquista il Chiostro di Michelangelo
A Roma il marchio del Gruppo Oniverse ha presentato 30 look per l’inverno 2026/27, tra sartoria, dettagli luminosi e suggestioni rural punk.
Trenta look hanno trasformato il Chiostro di Michelangelo, alle Terme di Diocleziano, in una passerella sospesa tra rigore sartoriale e imperfezione ricercata. È qui che Emé ha svelato la collezione Inverno 2026/27, dedicata alle occasioni speciali e costruita attorno al dialogo tra eleganza, libertà e contrasti materici.
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Il wabi-sabi diventa una direzione creativa
A guidare la direttrice creativa Silvia Falconi, 29 anni, è stata l’estetica giapponese wabi-sabi, che riconosce valore e fascino anche nelle irregolarità. La stilista, incinta al quinto mese, ha spiegato che il progetto nasce dal desiderio di evasione, mantenendo però un legame con la storia del marchio.
«Ancora una volta, i contrasti si armonizzano: maschile e femminile, struttura e fluidità, volumi importanti e leggerezza», ha raccontato Falconi parlando della collezione. Le silhouette alternano tagli ampi e forme aderenti, superfici opache e paillettes, costruzioni decise e tessuti più morbidi, in un equilibrio pensato per unire forza e delicatezza.
Colori intensi e anima rural punk
L’autenticità è il filo conduttore di una proposta in cui abiti, completi e accessori mescolano influenze diverse. La componente rural punk emerge soprattutto nella tavolozza, ispirata alla natura: dal Deep Plum bordeaux al Rural Brown terroso, passando per il Rust Rouge mattone e l’ottanio.
A queste tonalità si aggiungono il grigio tortora Smoky Grey, il rosa acceso Punk Rose e l’azzurro Soft Indigo. La parte più sartoriale passa attraverso motivi gessati, spigati e a quadri, ravvivati da fili lamé e micro paillettes, mentre i twill con ricami botanici introducono un richiamo più organico.
Pizzi e paillettes per la sera
Il rigore dei completi viene ammorbidito da inserti luminosi e da una rilettura del guardaroba maschile in chiave wabi-sabi. Pizzi ispirati agli anni Venti, velluti dall’effetto liquido e tulle ricamati portano in passerella una componente déco, capace di rendere il nero più teatrale e sensuale.
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La dimensione notturna si completa con paillettes nere sfumate, utilizzate per creare riflessi simili a costellazioni su bustini, giacche e cappotti in bouclé ricamato. L’insieme comprende anche gli accessori e la lingerie, considerati parte essenziale dell’identità di Emé: dalle borse capienti ai nuovi mocassini in pelle scamosciata, disponibili con linea affusolata o struttura massiccia e stampa cocco.
Una passerella in un luogo storico
La scelta delle Terme di Diocleziano inserisce la sfilata in una storia già legata alla moda. Nel 1956 il complesso aveva ospitato un defilè di alta moda organizzato dal Sindacato Italiano Alta Moda, alla presenza di Carla Gronchi; nel 2023 Sylvio Giardina aveva presentato l’opera di arte e moda site-specific Si/Lenzio.
Nel 2024, invece, le Terme erano state scelte per l’evento dedicato ai 140 anni di Bvlgari. Per il Chiostro di Michelangelo, la presentazione di Emé rappresenta la prima sfilata ospitata nello spazio del chiostro.
In prima fila volti dello spettacolo
Ad assistere alla presentazione c’erano le attrici Giulia Bevilacqua, Giulia Michelini, Nicoletta Romanov e Vittoria Belvedere. Nel pubblico anche la regista Sabrina Iannucci e l’étoile Eleonora Abbagnato.
Nato nel 1961 a Castiglione delle Stiviere con il nome di Atelier Aimée, Emé è partito dagli abiti da sposa e da cerimonia. Dal 2015 il marchio fa parte del Gruppo Oniverse, insieme a Intimissimi, Calzedonia e Falconeri, e ha progressivamente ampliato il proprio percorso verso l’abbigliamento per le occasioni speciali.
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