Elena Sofia Ricci, il trauma e la sfida più dura: perdonare se stessa
L’attrice ha raccontato il lungo percorso dopo l’abuso subito da bambina, tra dolore, analisi e il difficile tentativo di comprendere anche chi le ha fatto del male.
Per Elena Sofia Ricci quel trauma non appartiene soltanto al passato: le conseguenze dell’abuso hanno continuato a influenzare il modo in cui ha vissuto se stessa e le proprie relazioni. L’attrice ha spiegato di aver affrontato anni di analisi e di aver impiegato molto tempo per tornare a riconoscersi.
A Verissimo aveva definito profondo il segno lasciato da quell’esperienza, osservando che il rapporto con il mondo maschile era stato segnato da ciò che le era accaduto. Secondo Ricci, alcune ferite restano e finiscono per modificare una persona in modo permanente.
Una cicatrice difficile da curare
Il primo racconto pubblico risale al 2019, un anno dopo la scomparsa della madre. In quell’occasione l’attrice rivelò che, quando aveva 12 anni, era stata affidata inconsapevolmente a un amico di famiglia durante una vacanza: quell’uomo avrebbe abusato di lei.
Nel 2024, durante la partecipazione a Belve, Ricci era tornata su quel giorno descrivendo la scena avvenuta in automobile. Aveva un foglio da disegno sulle gambe e provava a usarlo per difendersi, pur sapendo che un oggetto del genere non avrebbe potuto proteggerla davvero: «Eravamo in una macchina e io avevo un foglio da disegno sulle gambe. Cercavo di proteggermi con quel foglio. Chiaramente può un foglio da disegno proteggere? No».
Il perdono resta il passaggio più duro
Ospite di Da noi… a ruota libera, l’attrice è tornata sull’argomento proprio mentre si prepara a comparire, da stasera, nella nuova stagione de I casi di Teresa Battaglia. Ricci, che ha 64 anni, ha detto di non riuscire ancora a perdonare l’uomo che l’ha abusata, pur riconoscendo che dall’altra parte potesse esserci una patologia. Per lei, tuttavia, la violenza rimane inaccettabile a ogni età.
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Nel suo ragionamento il perdono non coincide con la cancellazione di ciò che è successo. Ricci ha sostenuto che comprendere la sofferenza altrui può aiutare a liberarsi del rancore, anche se il percorso è tutt’altro che semplice: «La cosa più difficile è perdonare se stessi».
La colpa che non dovrebbe esistere
L’attrice ha ammesso di rimproverarsi soprattutto di non aver trovato prima le parole per esprimere ciò che provava. Il suo giudizio riguarda il modo in cui reagì allora, quando le sarebbe sembrato impossibile parlare senza apparire brusca o sgarbata; oggi, però, sente di essere più vicina a una forma di equilibrio.
Ricci ha anche spiegato che, dopo una violenza, si può finire per cercare negli altri qualcuno capace di rimarginare le ferite ricevute. Ma quella guarigione, ha chiarito, non può essere delegata a un’altra persona. Da qui il suo invito a scegliere il perdono, ricordando che ogni essere umano è imperfetto e che forse lo si deve anche agli altri.
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