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Lifestyle 2 min di lettura6 giorni fa

Elena Pero se ne va: la telecronaca di Sinner a Wimbledon è stata l’ultima

Scomparsa a 60 anni, la giornalista aveva legato il proprio nome al tennis raccontando anche le vittorie di Sinner, Berrettini, Musetti e Cobolli con misura e precisione.

La notizia arriva con un vuoto difficile da colmare: Elena Pero, per molti la voce del tennis in televisione, è morta a 60 anni. Nel suo lavoro ha accompagnato generazioni di appassionati, seguendo prima i grandi maestri e poi i successi degli azzurri, sempre con un tono riconoscibile e misurato.

Tra le sue ultime apparizioni c’è stata Wimbledon, dove ha raccontato il secondo titolo consecutivo di Jannik Sinner. Quella telecronaca ha chiuso un percorso lungo oltre vent’anni al fianco di Paolo Bertolucci, con cui aveva formato una coppia amatissima dagli spettatori.


Una scuola fatta di rigore e passione

Elena Pero aveva costruito il suo stile osservando Rino Tommasi e raccogliendone il metodo, fatto di precisione, attenzione ai particolari e rispetto per chi ascolta. Non si limitava a seguire la partita: metteva ordine nei dati, senza mai trasformare la telecronaca in un esercizio di protagonismo.

In un passaggio affidato al suo racconto, aveva ripercorso anche l’inizio di tutto: la passione per il tennis, le letture specializzate e quella selezione per aiutare Tommasi ad aggiornare i suoi record. Da lì era nata una carriera che l’aveva portata a occupare lo spazio che un tempo aveva guardato da spettatrice, dietro a nomi che considerava irraggiungibili.


L’ultima voce a Wimbledon

Federico Ferri, direttore di Sky Sport, l’ha ricordata sottolineando che non aveva saltato una telecronaca, neppure durante la malattia. Ha spiegato che l’ultima volta in cui il pubblico l’ha ascoltata è stata proprio a Wimbledon, nel racconto del trionfo di Sinner, dopo la storica prima vittoria del 13 luglio 2025.

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Per lei quel torneo aveva un valore speciale. Lo descriveva come un luogo unico, dove tradizione e modernità convivono, anche grazie a una postazione di commento che restituisce un’atmosfera inconfondibile. Diceva che lì si percepisce davvero il peso della storia del tennis, ma anche l’efficienza di un evento proiettato nel presente.


Il metodo di una telecronista riconoscibile

Nel ricordare il mestiere, Pero insisteva soprattutto su autocontrollo e discrezione. A suo avviso la telecronaca migliore non invade la scena, non copre ciò che accade e lascia spazio ai suoni del campo, evitando di imporre emozioni forzate a chi guarda da casa.

Tra i passaggi più chiari del suo pensiero c’era anche l’importanza dell’intesa con il collega in cabina. Lavorare in coppia, spiegava, significa sostenersi a vicenda e trovare un equilibrio che faccia emergere entrambi senza sovrastare il match. Proprio queste parole, oggi, restituiscono con precisione il senso del suo mestiere e spiegano perché la sua assenza pesi così tanto.

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