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Lifestyle 2 min di lettura2 giorni fa

È morto a 88 anni: il fotografo che sorprese la Dolce Vita

Umberto Pizzi si è spento pochi giorni prima del compleanno dopo quasi sessant’anni trascorsi a raccontare spettacolo, politica e società italiana

Umberto Pizzi è morto a 88 anni, a pochi giorni dal suo compleanno. Per quasi sei decenni ha seguito con la macchina fotografica i volti celebri e i protagonisti del potere, diventando una presenza riconoscibile nella cronaca mondana e politica italiana.

Nato a Zagarolo, vicino Roma, nel 1937, aveva cominciato presto il mestiere di fotoreporter. La sua carriera lo portò inizialmente lontano dai salotti della Capitale: lavorò infatti per la Fao in Iran, Iraq, Turchia, Siria e Giordania, prima di concentrarsi sull’ambiente che lo avrebbe reso famoso.


Gli scatti tra cinema e mondanità

La svolta arrivò nella Roma degli anni Sessanta, quando via Veneto, gli alberghi del centro e le serate frequentate dalle celebrità rappresentavano uno dei principali punti d’incontro dello spettacolo internazionale. Pizzi si inserì in quel mondo cercando non soltanto il volto noto, ma anche il gesto inatteso e l’espressione capace di raccontare una situazione.

Nel suo archivio finirono così immagini di Marcello Mastroianni, Vittorio Gassman, Eduardo De Filippo e Roberto Rossellini. Tra i personaggi internazionali fotografati figuravano anche Elizabeth Taylor e Richard Burton: le sue immagini puntavano spesso sulla reazione spontanea, più che sulla posa preparata.

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Dal cinema al potere italiano

Con il passare degli anni, il campo d’azione di Pizzi si allargò ben oltre le star. Durante gli anni Settanta e Ottanta seguì esponenti della politica, della cultura, dell’imprenditoria e della vita pubblica, osservando le trasformazioni del Paese attraverso ricevimenti, incontri e occasioni ufficiali.

Nel 1988 ottenne l’iscrizione come giornalista pubblicista. Una fase importante della sua attività fu legata anche a Dagospia, per cui divenne il fotografo del Cafonal; negli ultimi anni collaborò inoltre con Il Fatto Quotidiano. Sandro Gozi, ricordandolo, ha scritto: «Con la sua macchina fotografica ha raccontato con grande maestria l'Italia di questi decenni, cogliendo il potere nell'attimo esatto in cui smetteva di mettersi in posa».

La scomparsa chiude una lunga esperienza professionale costruita attraversando epoche, ambienti e generazioni. Dalla Dolce Vita romana agli scenari della politica contemporanea, Pizzi ha lasciato una testimonianza visiva di quasi sessant’anni di storia italiana.

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