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Lifestyle 2 min di lettura1 ora fa

Donne imperfette, finalmente: il libro che dà voce ai lati oscuri

Elisa Maria Bottiglieri e Marianna Folli raccontano con ironia le contraddizioni, le fragilità e le zone d’ombra dell’universo femminile

La parità non sarà davvero compiuta finché alle donne verrà chiesto di dimostrare il proprio valore più degli uomini e, soprattutto, finché non sarà loro consentito di essere imperfette. È il punto di partenza di “Acqua, sapone e gin tonic. Racconti di donne mostruose che vivono dentro di noi”, raccolta di racconti firmata da Elisa Maria Bottiglieri e Marianna Folli, pubblicata da DeAgostini.

Madelaine Albright, prima donna a ricoprire l’incarico di segretario di Stato negli Stati Uniti, lo aveva sintetizzato con una frase provocatoria: «C’è un enorme spazio al mondo per gli uomini mediocri, ma non c’è alcuno spazio per le donne mediocri». Il libro si muove proprio dentro questa contraddizione, mettendo in discussione l’idea che una donna debba essere sempre brillante, irreprensibile e capace di superare ogni ostacolo.


La libertà di mostrare i difetti

Per le autrici, l’emancipazione passa anche dalla possibilità di ammettere i propri limiti. Cattiveria, ipocrisia, goffaggine o scarsa intelligenza, quando appartengono a un uomo, raramente ne compromettono il posto nella società; attribuiti a una donna, invece, diventano spesso motivo di condanna.

La letteratura può allora riequilibrare il racconto e restituire spazio a figure femminili meno addomesticate. Bottiglieri e Folli scelgono la satira per mettere in scena ansie, fissazioni e comportamenti scomodi, senza trasformare le protagoniste in semplici macchiette.


Un catalogo di fragilità quotidiane

Il volume raccoglie ritratti nei quali è facile riconoscere alcune esperienze personali e molte delle nostre contraddizioni. Tra le pagine compaiono donne percepite come vittime o come “mostre”, madri e nonne desiderose di pensare finalmente a se stesse, oltre ad amiche inseparabili e amiche pronte a tradire.

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Non mancano neppure le figure definite “super cretine” e quelle dei cervelloni. Dietro il tono leggero, però, emergono storie più profonde: l’ironia diventa uno strumento per raccontare la fatica di restare a galla in una realtà spesso ostile.


Ironia contro i modelli perfetti

Elisa Maria Bottiglieri e Marianna Folli arrivano a questo progetto dopo l’esperienza teatrale con il duo “Le mostre”. La loro scrittura conserva il gusto della provocazione e del paradosso, ma accompagna il sorriso verso una riflessione sulla vita quotidiana e sulle aspettative imposte alle donne.

Il risultato è una galleria volutamente sincera, nella quale convivono difetti, mancanze e zone d’ombra. Proprio perché non cercano di rendere le protagoniste esemplari, le autrici riescono a restituire un’immagine più completa e riconoscibile della femminilità.

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