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Lifestyle 3 min di lettura2 giorni fa

Diana, le accuse del fratello riaprono la ferita con i Windsor

Il libro di Charles Spencer ricostruisce il matrimonio fallito, la crisi di Diana e i contrasti con la famiglia reale dopo la sua morte

Il nuovo libro di Charles Spencer riporta al centro le tensioni tra la famiglia reale britannica e gli Spencer. In Canto del cigno, il fratello di Diana racconta episodi privati, difficoltà matrimoniali e decisioni legate ai funerali della principessa, provocando una risposta insolitamente dura da Buckingham Palace.

Il palazzo ha contestato la ricostruzione del conte attraverso un portavoce di Carlo III: «Sua Maestà è consapevole che il dolore del lutto fraterno può offuscare la ragione, alterare il giudizio e distorcere la memoria». Spencer, intervistato dalla BBC, ha respinto ogni accusa di inattendibilità e ha sostenuto che la reazione del re nasca soprattutto dall’imbarazzo personale.


Diana scoprì subito le crepe

Secondo il racconto del fratello, già alla vigilia delle nozze del 1981 Carlo avrebbe detto a Diana di essere pronto a sposarla, pur non provando amore per lei. Il giorno successivo Spencer avrebbe visto la sorella davanti allo specchio, con l’abito nuziale indosso e un’espressione cupa che allora non riuscì a interpretare.

I dubbi, però, sarebbero emersi anche prima. Diana avrebbe trovato un braccialetto destinato a Camilla Parker Bowles e, dopo una festa durante la quale si era sentita trascurata dal futuro marito, avrebbe chiesto al padre di fermare il matrimonio. Il conte Spencer, sempre secondo il libro, si sarebbe opposto per evitare di mettere in difficoltà la famiglia reale.

Il rapporto tra i principi del Galles sarebbe poi precipitato al punto da rendere necessaria una mediazione. In quella fase Diana, riferisce il fratello, avrebbe raggiunto in automobile le scogliere di Beachy Head con l’intenzione di suicidarsi, salvo rinunciare pensando ai figli.

Durante un pranzo, inoltre, la principessa avrebbe confidato a Spencer di voler divorziare perché convinta che Carlo fosse innamorato di un valletto. Il conte sostiene di non aver mai conosciuto l’identità dell’uomo né di aver approfondito quella rivelazione: ai suoi occhi, il dato decisivo era che il matrimonio e le aspettative costruite attorno a esso fossero ormai finiti.


La morte di Diana resta il punto più

Uno dei passaggi più controversi riguarda la telefonata ricevuta da Spencer dopo l’incidente di Parigi del 1997. Il fratello descrive il tono dell’allora principe del Galles come sorprendentemente sereno, molto diverso da quello di altre persone vicine alla famiglia, e lo collega alla convinzione che la morte di Diana avrebbe eliminato l’ultimo ostacolo alle nozze con Camilla Parker Bowles.

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Il contrasto tra i due fratelli sarebbe esploso soprattutto per il funerale. Spencer racconta che Carlo si sarebbe infuriato quando lui chiese di permettere a William e Harry, allora quindicenni e dodicenni, di camminare dietro il feretro della madre. A suo dire, la telefonata si concluse con la frase: «Non preoccuparti, ce la dimenticheremo presto».

Il conte ha ribadito alla BBC di aver ascoltato con grande attenzione quelle parole e di non averle deformate nel ricordo. «Dico la verità», ha affermato, spiegando che proprio quella conversazione lo avrebbe spinto a interrompere la chiamata.


Il funerale riaccese lo scontro

Spencer sostiene che Buckingham Palace abbia gestito le esequie lasciando agli Spencer un ruolo marginale. Tra le decisioni contestate ci sarebbe anche il divieto di eseguire il Requiem di Mozart, brano che Diana avrebbe scelto per la cerimonia. La motivazione fornita dalla famiglia reale, secondo il libro, sarebbe stata basata sull’errata convinzione che un rito anglicano non potesse includere musiche tratte da un requiem.

Nello stesso giorno, Robert Fellowes, allora segretario personale della regina Elisabetta II, avrebbe riferito a Spencer una proposta della sovrana: restituire a Diana il titolo di Altezza Reale, perso dopo il divorzio pur conservando quello di principessa. Il conte avrebbe respinto l’offerta, giudicandola ormai tardiva e simile a un riconoscimento concesso soltanto dopo la morte.

La pubblicazione degli estratti ha così riportato in superficie una frattura mai del tutto ricomposta. Carlo III ha affidato la replica a una nota ufficiale, mentre Spencer ha scelto di difendere pubblicamente la propria versione nella conversazione trasmessa integralmente domenica 20 settembre.

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