Damiano e Dove, nozze blindate a Montalcino: il dettaglio che sorprende
La coppia ha scelto Montalcino per un matrimonio riservato, tra rito civile, ospiti selezionati e una quotidianità costruita lontano dai riflettori.
La loro idea di casa passa prima dalla persona che dal luogo, e per questo Damiano David e Dove Cameron hanno impostato il rapporto come una presenza continua, non come una storia a distanza. L’attrice ha spiegato che non vogliono vivere separati, mentre lui ha ribadito che il legame conta più di qualsiasi scenografia costruita per l’occasione.
Un sì pensato lontano dagli eccessi
A rendere ancora più chiaro il loro approccio c’è anche il modo in cui è arrivata la proposta di matrimonio: in casa, durante i preparativi per una partenza. David le aveva fatto notare che la loro vita era già piena di momenti grandi, senza bisogno di inventarne uno artificiale soltanto per chiedere di sposarlo.
Quel momento, però, alla fine è arrivato davvero ed è stato il più appariscente di tutti. Il matrimonio si è svolto oggi, 24 settembre, a Montalcino, nel cuore della Val d’Orcia, con un livello di riservatezza altissimo nonostante l’attenzione attorno ai due artisti fosse enorme.
Tra Palazzo Comunale e resort in campagna
La cerimonia civile è stata ospitata nelle sale affrescate del Palazzo Comunale di Montalcino ed è stata officiata dal sindaco Silvio Franceschelli. Dopo il rito, gli sposi si sono spostati a Castiglion del Bosco, il wine resort scelto per accogliere amici e invitati nel paesaggio toscano.
Per l’evento è stata coinvolta anche Alessandra Grillo nella regia complessiva. Alla coppia, arrivata su una decappottabile bianca guidata da Damiano, si sono visti addosso abiti chiari: lei con un bouquet di calle bianche, entrambi in bianco e visibilmente emozionati davanti ai presenti e ai curiosi radunati all’esterno.
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Una vita tra Roma e Los Angeles
Nei giorni precedenti alle nozze, i due avevano raccontato a Vogue Italia una relazione costruita più sulla gestione quotidiana che sul glamour. Tra impegni internazionali, premi, concerti, film e viaggi, il vero sforzo è stato trovare spazio per stare insieme e incastrare due carriere molto diverse.
Dove ha raccontato che, lontano dai riflettori, hanno passato anche «due mesi» a fare la spesa, cucinare e prendere confidenza con un nuovo estrattore. Lei sta studiando italiano e cerca di usarlo con il compagno, pur ammettendo di essere ancora alle prese con le lezioni.
Roma, per lei, non è stata soltanto una destinazione turistica. Quando Damiano le ha mostrato la città, l’ha portata a Monteverde Vecchio, nel quartiere della sua adolescenza, oltre che nei locali e nei posti legati ai suoi inizi, dal Samovar al Bar San Calisto.
Los Angeles occupa l’altro lato della loro routine. David ha spiegato di aver cercato inizialmente in quella città una versione americana di Roma, salvo capire che non sarebbe esistita; oggi la considera soprattutto un posto in cui riposare, lavorare sulla musica e ricaricarsi. Tra due continenti e due agende, il significato di casa per entrambi è cambiato.
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