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Lifestyle 2 min di lettura23 ore fa

Dalla Sardegna al Giappone: la moda di Grandulli cerca nuove contaminazioni

A ottobre le creazioni dello stilista sardo saranno protagoniste di un progetto espositivo nato dal confronto con l’artista Tontoku Amagai.

Il tessuto diventa superficie da interpretare, mentre gesto e forma si incontrano in un unico percorso creativo. È l’idea già sperimentata con Ikigai, progetto presentato a Parigi durante la Settimana della moda del 2025, dove la ricerca tessile di Filippo Grandulli si è misurata con l’estetica giapponese.


Due linguaggi si incontrano

Al centro della nuova esperienza c’è il confronto con Tontoku Amagai, artista giapponese impegnato in una ricerca legata alla calligrafia. Il suo lavoro introduce nel progetto una diversa concezione del segno e apre un terreno comune tra la costruzione dell’abito e l’espressione artistica.

La collaborazione non cancella le differenze tra i due autori, ma le mette in relazione. Materia, traccia e silhouette concorrono così a un dialogo nel quale moda e arte si sostengono senza fondersi in un linguaggio unico.


Grandulli porta la Sardegna in mostra

Le opere e le creazioni dello stilista saranno esposte a ottobre all’Ota Station Ekimana Cultural Hall, in Giappone. L’appuntamento nasce come progetto dedicato all’incontro tra forme artistiche e appartenenze culturali differenti.

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La partecipazione di Grandulli offre alla creatività sarda una vetrina internazionale e la presenta attraverso una chiave contemporanea. La Sardegna entra nel percorso non soltanto come riferimento geografico, ma come elemento vivo di una ricerca capace di confrontarsi con altri contesti.


Tradizione, ricerca e identità

“Per me la moda è un mezzo per esprimere e narrare identità e sensibilità: l’abito diventa così una forma di ricerca artistica”, ha spiegato Grandulli all’ANSA. Il suo metodo nasce dall’incontro tra le radici sarde e gli stimoli raccolti in ambienti culturali diversi, con l’obiettivo di mantenere in equilibrio memoria e innovazione.

“La Sardegna resta la matrice del mio universo stilistico, ma non è un confine: è la radice da cui la mia ricerca può crescere e confrontarsi con sensibilità differenti, in un panorama creativo sempre più aperto alle contaminazioni”, ha aggiunto lo stilista. In questa prospettiva, il progetto giapponese prosegue una riflessione iniziata con Ikigai, riportando al centro il rapporto tra identità locale e sperimentazione internazionale.

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