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Lifestyle 3 min di lettura16 min fa

Dai reportage alle inchieste, il percorso di Paolo Fattori

Il giornalista milanese ha raccontato l’America Latina e seguito casi di scomparsa per la televisione italiana

Paolo Fattori è un giornalista e documentarista milanese, noto soprattutto per il lavoro da inviato a “Chi l’ha visto?”. La sua attività unisce reportage internazionali, documentari sociali e ricostruzioni televisive dedicate a scomparse e casi irrisolti.

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Gli inizi tra viaggi e documentari

Nato a Milano nel 1963, Fattori ha scelto di mantenere riservate le informazioni sulla propria vita personale. Non sono disponibili dati pubblici certi sulla famiglia, sulla formazione o sul giorno esatto di nascita; le notizie più dettagliate riguardano invece il suo percorso professionale.

Nel 1999 ha intrapreso un lungo viaggio in America Latina, collaborando con diverse testate italiane e con la rivista svizzera Galatea. Tra le pubblicazioni con cui ha lavorato figurano L’Espresso, Il manifesto e Peace Reporter. In quegli anni ha svolto anche l’attività di assistente sociale.

Sempre nel 1999 ha realizzato il documentario “Cerro Rico, la montagna d’argento”, incentrato sulle condizioni dei minatori boliviani nella zona di Potosí. Il lavoro gli è valso il premio Drago Leone al Valdarno Cinema Fedic.

Durante il soggiorno in Bolivia ha incontrato Evo Morales, allora dirigente sindacale dei coltivatori di coca. Da quell’esperienza è nato il libro “Viaggiando con Evo: tra i coltivatori di coca boliviani”, pubblicato in spagnolo da Laertes nel 2007 e dedicato al viaggio nella regione del Chapare compiuto insieme a Morales, prima della sua elezione alla presidenza.


Il lavoro in televisione

Nel 2008 Fattori ha diretto con Simona Ercolani “La classe operaia va all’Inferno”, documentario sulla tragedia avvenuta alla ThyssenKrupp di Torino nel 2007, costata la vita a sette operai.

La televisione lo ha visto impegnato in produzioni di Rai, La7 e Sky. Nel suo percorso compaiono “Sfide”, “Residence Bastoggi”, docu-drama del 2003 ambientato in un complesso di edilizia popolare romano, “Amore Criminale” e “Città Criminali palazzo”.

L’attività come inviato di “Chi l’ha visto?” è iniziata nel 2010, secondo alcune ricostruzioni, oppure nel 2019, stando ad altre fonti. Il suo lavoro per il programma di Rai 3 riguarda soprattutto persone scomparse e vicende ancora senza una risposta definitiva.

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I casi seguiti e i riconoscimenti

In diverse occasioni Fattori ha collaborato con Goffredo De Pascale. Tra le vicende affrontate ci sono le scomparse di Emanuela Orlandi e Mirella Gregori, il caso di Attilio Manca e l’inchiesta sulla morte di Ilaria Alpi e Miran Hrovatin.

Nel dicembre 2014, durante gli accertamenti sulla morte di Loris Stival, trovò sul luogo del ritrovamento del corpo una fascetta da elettricista in parte bruciata. L’oggetto venne subito segnalato ai carabinieri.

Nel gennaio 2020 partecipò con De Pascale a un incontro al Palazzo delle Esposizioni di Roma sulla fotografia indiziaria. L’appuntamento esaminava l’impiego di fotografie, documenti e altri elementi visivi nella ricostruzione dei fatti, prendendo come riferimento il caso della morte di Denis Bergamini nel 1989.

Nel luglio 2024, durante le iniziative per i 40 anni de Il Giornale del Lazio, fondato nel 1984 ad Aprilia, ha ricevuto il Premio Comunicazione & Spettacolo. Il riconoscimento è stato istituito dalla redazione del periodico per premiare personalità del giornalismo e della comunicazione.


La vita privata resta riservata

Fattori non ha diffuso informazioni sulla propria sfera personale. Non risultano interviste, biografie ufficiali o dichiarazioni pubbliche dedicate alla sua vita al di fuori del lavoro.

È appassionato di viaggi e ha attraversato in treno e autobus Paesi come Russia, Cina, India, Pakistan, Iran, Turchia e Grecia. Anche il suo metodo professionale riflette questa esperienza: sopralluoghi, documenti, fotografie e planimetrie vengono utilizzati per ricostruire le vicende insieme alle testimonianze.

Il suo approccio privilegia la verifica sul posto e il sostegno alle famiglie coinvolte, evitando il commento spettacolare. Non risultano inoltre profili personali pubblici e riconoscibili a suo nome su X, Instagram o Facebook.

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