Un secolo di Papamobile in mostra ai Musei Vaticani
Otto Mercedes-Benz raccontano da domani l’evoluzione dei viaggi papali, tra rappresentanza, sicurezza e vicinanza ai fedeli.
La storia delle automobili papali sarà raccontata ai Musei Vaticani dal 29 ottobre al 31 gennaio 2027. La mostra riunisce otto vetture storiche Mercedes-Benz e ripercorre quasi un secolo di rapporti tra la casa tedesca e la Santa Sede.
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Il pulsante con scritto Casa
A colpire Marc Langenbrinck, presidente di Mercedes-Benz Italia, è stato un particolare della Mercedes-Benz Nürburg 460 del 1930. Accanto al sedile riservato a Pio XI si trovava un comando con la parola «Casa», utilizzato dal Pontefice per comunicare all’autista la volontà di rientrare.
Durante la presentazione dell’esposizione, Langenbrinck ha spiegato: «L'immagine che la Mercedes sia responsabile, nel momento in cui il Santo Padre lo decidesse, di portarlo a casa» lo ha emozionato. Quel termine, ha aggiunto, può richiamare sia la residenza del Papa sia, in senso simbolico, la casa della cristianità.
La vettura elettrica di Francesco
L’ultimo passaggio della rassegna riguarda anche una Classe G 580 a trazione elettrica, costruita nel dicembre 2024 in un solo esemplare per Papa Francesco. Il sistema di propulsione era stato modificato per consentire spostamenti molto lenti durante gli incontri pubblici.
Il sedile centrale posteriore poteva ruotare, così da permettere al Pontefice di rivolgersi ai presenti da più direzioni. Il progetto, pensato anche per il Giubileo del 2025, richiamava la Laudato si' e l’attenzione di Francesco per la tutela dell’ambiente e della «casa comune».
Dalle auto di lusso ai fuoristrada
La prima automobile offerta a un Papa non entrò mai nei garage vaticani. Nel 1909 l’arcivescovo di New York propose a Pio X una Itala 20/30, ma il Pontefice preferì continuare a spostarsi nei Giardini Vaticani con una carrozza, considerata più tranquilla e comoda.
Le vetture divennero una presenza stabile durante il pontificato di Pio XI. Dopo una Bianchi Tipo 15 donata dalle donne cattoliche dell’Arcidiocesi di Milano arrivarono modelli Fiat, Isotta Fraschini e di altri costruttori. La Mercedes-Benz Nürburg 460, entrata in servizio nel 1930, fu la prima della casa tedesca usata regolarmente da un Pontefice.
Il Papa sempre più visibile
La limousine destinata a Pio XI aveva un abitacolo costruito su misura. Al posto del divano posteriore c’era una poltrona rivestita di broccato di seta, circondata da legni pregiati, elementi metallici e un soffitto decorato. Quattro comandi consentivano inoltre al Papa di indicare all’autista se dirigersi a destra, a sinistra, procedere più rapidamente o tornare a casa.
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Nel 1960 Giovanni XXIII ricevette una Mercedes-Benz 300 d Landaulet con passo allungato, finestrini posteriori completamente removibili e sedile centrale regolabile elettricamente. La parte posteriore apribile rendeva più semplice mostrare il Pontefice alla folla; cinque anni dopo, la Mercedes 600 Pullman Landaulet di Paolo VI aggiunse porte posteriori più ampie, tetto rialzato, raffreddamento e interfono.
La sicurezza dopo l’attentato
I primi fuoristrada bianchi comparvero già con Paolo VI, dopo il Giubileo del 1975, a partire da una Toyota Land Cruiser e dalla Fiat Campagnola. La loro immagine si impose però con Giovanni Paolo II, che preferiva stare vicino alle persone e non utilizzare la sedia gestatoria durante le apparizioni pubbliche.
Per la visita in Germania del 1980 Mercedes-Benz preparò una versione speciale della Classe G. Il Papa viaggiava su un sedile rialzato, sotto una grande cupola trasparente, con carrozzeria bianca madreperlata, finiture dorate e interni chiari.
Il 13 maggio 1981 Giovanni Paolo II fu colpito da Mehmet Ali Ağca mentre attraversava piazza San Pietro su una Fiat Nuova Campagnola bianca. Il fuoristrada, donato dalla Fiat durante la visita del Papa a Torino nel 1980, era stato immatricolato in Vaticano il 12 maggio di quell’anno.
Dopo l’attentato la protezione del Pontefice divenne una priorità. Le cabine trasparenti esistevano già, ma furono introdotte soluzioni più severe: blindature, vetri antiproiettile e dispositivi destinati a conciliare la sicurezza con la possibilità per i fedeli di vedere e salutare il Papa.
Una mostra tra fede e rappresentanza
Francesco ha privilegiato automobili semplici e, quando possibile, prive di barriere tra lui e la folla. La scelta dei mezzi di trasporto è così diventata anche un segnale della sobrietà associata al suo pontificato, in contrasto con le limousine che un tempo sottolineavano il rango del Pontefice.
L’esposizione, intitolata Un secolo di Papamobile, è stata organizzata da Mercedes-Benz con il Governatorato dello Stato della Città del Vaticano. Le otto automobili sono collocate in un padiglione di vetro nel Giardino Quadrato dei Musei Vaticani e mostrano come il veicolo papale sia passato da simbolo di rappresentanza a strumento per rendere il Pontefice visibile e vicino ai fedeli.
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