10.000Lettori online ora
Lifestyle 2 min di lettura2 ore fa

Courrèges, la svolta di Drew Henry: 5 idee che cambiano la passerella

A Parigi il nuovo direttore creativo della Maison ha presentato una collezione fluida e contemporanea, capace di rinnovare i codici storici senza cancellarne l’identità.

Il bianco cambia temperatura, le minigonne abbandonano le vecchie regole e perfino il cappello diventa una scultura da indossare. È questa la direzione scelta da Drew Henry per il debutto alla guida di Courrèges, una prova molto osservata dopo il lavoro di Nicolas di Felice e l’eredità costruita dalla Maison fondata nel 1961 da André e Coqueline Courrèges.


Un esordio tra unione e identità

La sfilata parigina ha messo al centro un equilibrio preciso: stare insieme senza rinunciare alla propria individualità. Le sedie, tutte diverse tra loro, componevano un allestimento semplice ma eloquente, mentre il pubblico appariva informale e le celebrità presenti — tra cui Soo Joo Park e Bianca Balti — restavano inserite nell’atmosfera senza eccessiva ostentazione.

Henry, designer inglese trentenne con esperienze da Burberry, Céline e Phoebe Philo, ha lavorato su un Courrèges elegante ma non rigido. Il riferimento all’epoca spaziale della Maison non scompare, ma viene alleggerito in favore di forme essenziali, dettagli delicati e una visione più aperta della moda.


Il bianco perde la sua rigidità

Tra i codici più riconoscibili della collezione c’è il bianco, proposto sia in abiti interamente candidi sia attraverso piccoli richiami negli accessori. Il vinile lucido ne conserva il legame con l’immaginario storico del marchio, mentre una sfumatura vicina al beige rende il risultato meno freddo.

L’effetto finale suggerisce un’identità in trasformazione, non ancorata a un solo periodo. È una delle chiavi con cui Henry prova a proiettare Courrèges verso il futuro mantenendo visibile la sua origine.

Chiedi a Readoo3 / 3 oggi

Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.


Minigonne, giacche e nuove proporzioni

Il completo formato da giacca e minigonna riprende uno degli abbinamenti più celebri della Maison, ma lo allontana dalle versioni in vinile diventate iconiche. Il nuovo stilista introduce contrasti cromatici, tagli irregolari e frange volutamente sfilacciate, accostando una costruzione netta a una maggiore morbidezza.

Anche il vestitino corto guarda alla tradizione francese associata a Françoise Hardy e, in tempi più recenti, a Julia Garner. L’orlo sfrangiato e la scollatura geometrica ne aggiornano la forma; la scelta di farlo indossare anche ai ragazzi porta invece in primo piano il tema della fluidità.


Accessori e assemblaggi sorprendenti

Il cappello più scenografico sfugge alla funzione tradizionale dell’accessorio. La struttura scultorea lo trasforma in un elemento quasi autonomo, destinato a catturare l’obiettivo e a diventare uno dei simboli visivi del debutto di Henry.

Un’altra uscita ruota attorno a una pettorina dalle linee insieme dritte e morbide. Il suo assemblaggio richiama la libertà artistica degli anni Sessanta e Settanta, con riferimenti ideali ad Arman e Niki de Saint Phalle, senza cercare ambiguità legate all’estetica sadomasochistica. Il risultato è un gioco compositivo adulto, più vicino a un oggetto da galleria che a un esercizio ingenuo.

Ti è piaciuto? Condividilo

Continua a leggere