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Cotta fuori dalla coppia: quando è innocua e quando diventa un segnale

L’attrazione per qualcun altro può convivere con una relazione felice, ma il modo in cui la si alimenta rivela eventuali fragilità del legame.

Una relazione stabile non cancella automaticamente l’interesse verso altre persone. La vera differenza, spiegano gli studi e gli esperti, sta nel peso che questa attrazione finisce per assumere: può restare una parentesi mentale oppure trasformarsi in un coinvolgimento capace di sottrarre attenzione e risorse alla coppia.


Una cotta non equivale a una crisi

Una ricerca pubblicata nel 2025 su Personal Relationships ha rilevato che tra il 47% e il 70% delle persone coinvolte in rapporti monogami di lunga durata ha sperimentato almeno una volta un’attrazione per qualcun altro. Può succedere con un collega, un vicino o una persona incontrata in un contesto quotidiano, anche quando il rapporto con il partner viene considerato soddisfacente.

La psicologa e psicoterapeuta Elena Benvenuti invita a non leggere subito l’infatuazione come una colpa o come la prova che l’amore sia finito. «Il punto non è tanto ciò che sentiamo, quanto ciò che scegliamo di farne», osserva. La novità, la sensazione di essere apprezzati o una particolare sintonia possono rendere qualcuno improvvisamente interessante senza indicare, da sole, un problema nella relazione.


Il desiderio può parlare anche di noi

Secondo Benvenuti, il confronto diretto tra la persona che attrae e il partner rischia di essere fuorviante. Una conoscenza nuova lascia ampio spazio all’immaginazione e può riattivare aspetti personali legati alla leggerezza, alla curiosità, alla scoperta o al desiderio di sentirsi nuovamente desiderabili.

La domanda da porsi, quindi, non riguarda soltanto ciò che l’altra persona possiede e che forse manca al compagno o alla compagna. Può essere più utile chiedersi quale parte di sé si riesca a esprimere attraverso quella nuova attrazione. Tuttavia, se al di fuori della coppia si cercano con continuità ascolto, dolcezza, conferme o desiderio assenti nel rapporto, l’infatuazione può diventare un’occasione per esaminare più attentamente la qualità del legame.

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Il confine sta nello spazio concesso

Pensare spesso a qualcuno non significa necessariamente voler tradire o interrompere la relazione. La fantasia può amplificare una simpatia proprio perché la persona nuova viene conosciuta solo in parte. Il quadro cambia quando non ci si limita più a registrare l’attrazione, ma si comincia a sostenerla con comportamenti concreti.

Cercare occasioni per incontrarsi, osservare ripetutamente i profili social, immaginare sviluppi futuri o affidare all’altra persona confidenze intime sono segnali di un investimento crescente. In questi casi, spiega la psicoterapeuta, la fantasia rischia di diventare una sorta di relazione parallela, soprattutto quando prende il posto di esperienze e dialoghi che prima appartenevano alla coppia. Uno studio del 2024 pubblicato sul Journal of Sex Research ha associato una maggiore attrazione esterna a una percezione più bassa della qualità del rapporto, a un interesse più marcato per il tradimento e a una probabilità superiore di separazione nei mesi successivi.

La riflessione decisiva riguarda allora la quantità di spazio assegnata a quella persona e ciò che, per concederglielo, viene sottratto al partner e alla relazione. È da questa valutazione, più che dalla semplice comparsa della cotta, che può emergere il significato reale dell’infatuazione.

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