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Lifestyle 2 min di lettura6 giorni fa

Corpi irrealistici e IA: perché i social stanno cambiando lo sguardo

Tra immagini artificiali, magrezza estrema e contenuti sessualizzati, anche chi sa che sono falsi finisce per subirne l’impatto su autostima e salute mentale.

Nei laboratori che studiano l’immagine corporea, il problema viene descritto come un effetto di soglia: più modelli virtuali magrissimi popolano i feed, più si sposta in alto l’idea di normalità. Katy Bruchmann, alla guida del Social Cognition and Comparison Lab dell’Università di Santa Clara, lo riassume così: "Più influencer virtuali magrissime e bellissime ci sono, più cambia il target per tutte le persone reali. È un circolo vizioso davvero spaventoso."


Quando il falso pesa sul reale

La dinamica non riguarda soltanto i profili creati da zero. Anche immagini che vengono riconosciute come artificiali continuano a incidere su soddisfazione corporea e benessere psicologico. Una ricerca di Brooke Bennett, responsabile del Body image, Eating, Access, and Media Lab alla Clemson University, indica che sapere che un contenuto è generato dall’IA non basta a neutralizzarne l’effetto.


La magrezza torna a dettare legge

A rendere più fragile il quadro è anche il ritorno della magrezza estrema, favorita dal boom dei farmaci GLP-1 come Ozempic e da trend online sempre più spinti. Sui social continuano a circolare messaggi legati a SkinnyTok, nonostante il bando già imposto da TikTok, mentre l’attenzione per corpi sempre più esili riduce la varietà delle forme visibili agli utenti.

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Sport, influencer e algoritmi

Le proteste delle atlete americane contro la campagna che ha coinvolto Sydney Sweeney hanno riacceso il dibattito sulla sessualizzazione delle donne nello sport. In parallelo, il web è invaso da esperti e creator che promettono risultati lampo con programmi di benessere, diete e allenamenti, spesso accompagnati da trasformazioni fisiche che poi si rivelano ritoccate o generate dall’IA. Axios ha analizzato decine di post di questo tipo e ha trovato casi con etichette, ma anche molti contenuti passati senza avviso.


Le regole non bastano ancora

Le piattaforme hanno introdotto sistemi di segnalazione: su Meta gli utenti possono indicare che un contenuto è organico ma prodotto con IA, mentre TikTok invita i creator a dichiarare quando un video è stato creato o modificato in modo rilevante. Nonostante ciò, i controlli restano imperfetti e una parte dei materiali continua a circolare senza indicazioni chiare. Zoë Bisbing, fondatrice di Body-Positive Therapy NYC, osserva che l’ideale di magrezza si sta restringendo sempre di più, mentre fuori dallo schermo la diversità delle taglie è ancora ben visibile; per questo, dice, anche la ricerca di parole come accettazione del corpo, body positive e liberazione del corpo può essere un primo passo.

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