914notizie oggi Scopri i vantaggi
Lifestyle 3 min di lettura15 ott

Cora Corré, la lezione di Vivienne Westwood diventa moda

Dalla capsule per Marella all’impegno per ambiente e diritti: Cora Corré racconta l’eredità ricevuta dalla nonna Vivienne Westwood e il suo modo di trasformarla in scelte concrete.

Per Cora Corré, il lascito più importante di Vivienne Westwood non riguarda gli abiti, ma il modo di stare al mondo. «Il senso di giustizia», spiega la modella e attivista britannica, è ciò che ha ricevuto dalla nonna: un principio da dimostrare con i fatti, non da esibire a parole. La coerenza, aggiunge, non può essere trattata come una tendenza passeggera.

Quel patrimonio di idee oggi accompagna anche il suo lavoro con Marella, per cui ha creato una collezione in edizione limitata. Il progetto nasce dall’incontro tra una visione personale della moda e un marchio familiare e indipendente, scelto da Corré dopo un’attenta valutazione.

Offerta del giorno16 ottobre

Rowenta

-20% sugli aspirapolvere Rowenta

Scade tra 76 giorni
********


L’eredità diventa impegno civile

Cora Corré è il volto di The Vivienne Foundation, organizzazione che continua le battaglie sostenute da Westwood. Le sue priorità comprendono la lotta alla crisi climatica, la difesa dei diritti umani, la pace e la costruzione di un’economia rispettosa dell’ambiente.

Per Corré, non si tratta di temi separati. «Mia nonna considerava il contrasto al cambiamento climatico, la fine delle guerre, la tutela dei diritti umani e un’economia verde parti della stessa questione», racconta. A suo giudizio, il sistema economico internazionale guadagna anche da conflitti e devastazioni ambientali, con effetti che ricadono sull’intera società.

La sua generazione, secondo l’attivista, condivide con quella dei nonni la volontà di opporsi a ciò che non funziona, sebbene utilizzi strumenti diversi. I giovani di oggi hanno sviluppato un forte spirito di autodeterminazione e sentono di non poter delegare agli adulti la soluzione di problemi che proprio gli adulti hanno contribuito a creare. Cambiano le forme della protesta, non la spinta verso un futuro migliore né il coraggio necessario per esporsi.


Una collezione costruita sulla sartoria

Prima di accettare l’incarico di Marella, Corré ha studiato l’azienda e ha voluto incontrarne il gruppo di lavoro. A convincerla sono stati il carattere indipendente del marchio, la sua dimensione familiare e il rapporto umano instaurato con le persone coinvolte. La fiducia, spiega, è cresciuta reciprocamente e ha confermato la bontà della sua scelta.

Il punto d’incontro tra il suo stile e quello di Marella è la sartoria. Giacche e cappotti dalle linee definite costituiscono la struttura essenziale dei suoi abbinamenti, che possono diventare informali oppure più raffinati. Corré riconduce questa idea anche all’esempio della madre Serena Rees, capace di vestirsi con cura per accompagnarla a scuola e affrontare subito dopo riunioni professionali in ambienti dominati dagli uomini.

Chiedi a Readoo3 / 3 oggi

Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.

Readoo usa l’AI per rispondere velocemente alle tue domande.

Ne emerge un’eleganza quotidiana, priva di ostentazione, affidata alla solidità dei tagli e alla personalità di chi indossa i capi. Tra i modelli ai quali è più affezionata c’è il cappotto blu, nato dal ricordo di un vecchio impermeabile militare della madre che Corré prendeva spesso in prestito e che ancora oggi considera una scelta sicura.


Vestiti oltre le mode

Nella proposta compare anche il tartan, elemento legato all’immaginario britannico. Per evitare che diventi una semplice citazione nostalgica, Corré invita a considerare la tradizione come un punto di partenza: la storia va compresa e utilizzata per avanzare, non trasformata in una posa estetica.

La stessa logica riguarda la durata dei capi. Riprendendo uno degli insegnamenti più noti di Vivienne Westwood — «compra meno, scegli bene, fallo durare» — Corré considera la nuova collezione non un’eccezione, ma una possibile applicazione di quel principio. I modelli di Marella, secondo la designer, sono forme essenziali che non dipendono dalle mode del momento e acquistano valore personale con il tempo.

Il cappotto blu, indossato per vent’anni, rappresenterebbe così l’esito ideale del progetto. Non un acquisto destinato a essere sostituito rapidamente, ma un capo capace di accompagnare la vita di chi lo sceglie.

Cora Corré, figlia di Joseph Corré e Serena Rees e nipote di Malcolm McLaren e Vivienne Westwood, ha raccontato il progetto e il rapporto con la propria famiglia nel numero 43 di Vanity Fair, disponibile in edicola fino al 20 ottobre 2026.

Ti è piaciuto? Condividilo

Continua a leggere