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Lifestyle 3 min di lettura5 giorni fa

Cloud skin, l’effetto nuvola che sta scalzando la glass skin

Una base più morbida e discreta conquista anche i red carpet: punta su luminosità controllata, texture leggere e un finish vellutato adatto a età e tipi di pelle diversi.

Per chi non si riconosce più nel volto super lucido, la nuova ossessione beauty offre una via di mezzo più gestibile. La cloud skin promette infatti un incarnato fresco e levigato, ma senza l’effetto specchio che ha dominato per mesi le tendenze più virali.


Dalla pelle lucida all’effetto velluto

Prima è stata la lotta contro ogni traccia di lucidità, poi il successo della glass skin resa celebre anche da Hailey Bieber. Quel modello di pelle brillante, compatta e molto riflettente è diventato un riferimento estetico, ma non sempre funziona nella vita di tutti i giorni.

A fare spazio a un’alternativa è la cloud skin, tornata al centro dell’attenzione anche grazie a volti noti come Sarah Pidgeon e Selena Gomez agli Emmy Awards 2026. L’idea è trasformare il viso in una superficie morbida, quasi soffusa, più vicina a una nuvola che a una glassa lucida.


Che cosa significa davvero cloud skin

La tecnica viene descritta dalla make-up artist Cristina G Nuevo come un incrocio tra skincare e trucco. In pratica si colloca a metà strada tra la glazed skin e la matt skin, con un risultato che resta luminoso ma controllato.

«Con questa tecnica la pelle appare liscia, uniforme e vellutata, con pori visibilmente minimizzati e una luminosità discreta che deriva da una preparazione accurata piuttosto che da un illuminante applicato in modo eccessivo».

Il vantaggio principale è che aiuta a attenuare piccole rughe, segni sottili e disomogeneità del viso. Per questo viene considerata una soluzione utile anche per un make-up anti-age, capace di valorizzare la pelle senza appesantirla.


I passaggi per ottenere il risultato

Il punto di partenza è la preparazione del viso: esfoliazione e skincare devono essere curate, con prodotti idratanti, rimpolpanti e leviganti. Meglio orientarsi su texture a base d’acqua, pensate per aderire alla pelle senza creare uno strato pesante.

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Dopo questa fase si passa al trucco vero e proprio, preferibilmente con un primer opacizzante. Il fondotinta dovrebbe avere una coprenza leggera e un finish naturale o semi-opaco; in alternativa si possono usare le skin tint, che uniformano senza mascherare.

Anche correttore, blush e bronzer vanno dosati con attenzione. Il correttore si usa solo nei punti necessari, mentre blush e bronzer funzionano meglio in crema e in quantità ridotte, così da mantenere l’effetto soft-focus.

La cipria non è esclusa, anzi: una passata minima sulla zona T aiuta a controllare la lucidità senza spegnere il resto del volto. «Una leggera spolverata sulla zona T è ideale per opacizzare e levigare la grana senza appiattire il resto del viso».


Perché piace così tanto

Rispetto alla glass skin, la cloud skin viene considerata più semplice da portare anche su pelli miste o grasse, che spesso faticano a reggere prodotti troppo riflettenti. La combinazione di formule liquide e cremose permette di ottenere un risultato omogeneo e naturale.

Funziona sia su pelli giovani sia su incarnati maturi, perché non accumula strati evidenti e lascia il viso leggero. È proprio questa morbidezza, più discreta della luminosità estrema, a renderla una delle tendenze più appetibili del momento.

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