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Lifestyle 4 min di lettura2 ore fa

Claudia Pandolfi, il segreto che può spezzare una coppia

L’attrice interpreta una donna che ricorre a un donatore senza dirlo al marito e riflette su sincerità, famiglia, maternità e maschere sociali.

Per Claudia Pandolfi l’amore non può reggersi a lungo sulle omissioni. Nel nuovo film di Paolo Genovese interpreta Viola, una donna che sceglie il seme di un donatore per diventare madre senza informare il marito: una decisione destinata a incrinare profondamente il rapporto e a far emergere tutto ciò che nella coppia è rimasto taciuto.

La posizione dell’attrice, nella vita, è molto netta: «Le finzioni sono nemiche dell’amore». La sua idea di autenticità attraversa anche il modo in cui parla della famiglia, dei figli, della popolarità conquistata da giovanissima e dei ruoli molto diversi che continua a scegliere.

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Il segreto che cambia una relazione

Il 12 novembre arriverà nelle sale Il rumore delle cose nuove, pellicola di Paolo Genovese presentata all’apertura della Festa del cinema di Roma. La storia segue tre coppie nel corso degli anni, osservandone trasformazioni, bugie e conseguenze. Nel cast figurano, tra gli altri, Stefano Accorsi, Lino Musella, Emanuela Fanelli e Vittoria Puccini.

Pandolfi veste i panni di Viola, che non riuscendo ad avere una gravidanza decide di affidarsi al seme di un donatore, tenendo il marito Ralph all’oscuro. L’attrice considera il gesto «dirompente», ma non lo legge come una ribellione: secondo lei, Viola vive una relazione malata e non riesce ad adattarsi ai cambiamenti insieme al compagno.

Il titolo del film richiama proprio la necessità di ricalibrare una coppia quando la vita introduce elementi inattesi. Pandolfi descrive Ralph come un uomo limpido, capace di sostenere l’equilibrio familiare e di subire il peso delle zone d’ombra altrui. È lui, ammette, il personaggio che ha preferito interpretare.


L’autenticità prima di tutto

Per l’attrice romana, la trasparenza resta un riferimento irrinunciabile. Non esclude di aver avuto piccoli segreti, ma distingue quelle omissioni da una scelta capace di distruggere la fiducia e creare una distanza irreparabile. Quello di Viola, spiega, assomiglia più a una fuga che a una semplice bugia.

Anche il mondo digitale, nella sua lettura, incoraggia la costruzione di identità artificiali. I social spingono a sostituire la persona con un personaggio e offrono una grande disponibilità di maschere; tuttavia, sostiene Pandolfi, sostenere continuamente una versione inventata di sé finisce per diventare un peso difficile da sopportare.


Dai primi esercizi alla recitazione

Prima della carriera artistica, Pandolfi immaginava per sé un futuro nello sport. Da bambina era irrequieta e sempre impegnata in qualche attività; da adolescente praticava ginnastica artistica a livello agonistico. A diciassette anni partecipò a Miss Italia, dove Michele Placido la notò e le propose una parte in Le amiche del cuore.

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Sono trascorsi 34 anni da quel debutto e i titoli interpretati sono ormai più di 70. Nel suo percorso convivono serie televisive come Distretto di polizia e The Bad Guy, commedie e opere d’autore come Siccità di Paolo Virzì. Il passaggio alla notorietà fu uno shock e mise alla prova la sua stabilità, ma la disciplina appresa nello sport le fornì gli strumenti per affrontare il lavoro sul set.


Una commedia senza protezioni

Il 29 ottobre è invece previsto l’arrivo di Un tranquillo funerale di famiglia, commedia nera diretta da Massimiliano Bruno e ispirata al film britannico Funeral Party. Nel cast ci sono Pietro Sermonti, Stefania Sandrelli e Diego Abatantuono, insieme a un gruppo numeroso di interpreti. Pandolfi interpreta Daria.

L’attrice considera il progetto il lavoro più audace affrontato finora, per una comicità esplicita e irriverente, talvolta volgare e politicamente scorretta. La storia gioca con la morte e con Dio, elementi che a suo giudizio vengono affrontati raramente nella commedia italiana; proprio per questo ha apprezzato la libertà del film e la possibilità di alternare ruoli televisivi rassicuranti a esperienze più trasgressive.

Pandolfi non rifiuta l’attenzione alle parole, ma invita a non trasformarla in autocensura. Ritiene importante non perdere di vista questioni come la crisi climatica, il ritorno delle destre, l’inclusione delle persone fragili e la violenza contro le donne. Il momento storico, osserva, richiede prudenza senza rinunciare alla capacità di ridere.


Figli, educazione e nuove famiglie

L’attrice ha due figli maschi: Gabriele, oggi ventenne, nato dalla relazione con il cantautore Roberto Angelini, e un bambino di dieci anni avuto dal produttore Marco De Angelis, con cui è legata da dodici anni. La maternità, racconta, all’inizio l’aveva messa in crisi: si sentiva preparata con i bambini degli altri, ma non era certa di esserlo con il proprio.

Col tempo ha riconosciuto in quella difficoltà una reazione comune alla nascita di un figlio. L’aiuto della madre e della sorella le ha permesso di affrontare il cambiamento e di trovare dentro di sé un senso materno che all’inizio non avvertiva. Oggi rivendica con i figli un dialogo diretto, fondato sull’educazione sessuale e affettiva e sull’esempio quotidiano.

La famiglia, per Pandolfi, non coincide con un solo modello. Può essere tradizionale, se riesce a restare unita nel tempo, ma può assumere anche forme differenti, compresa quella di due persone dello stesso sesso che crescono serenamente i propri figli. Ciò che conta, conclude, è la presenza dell’amore e la capacità di offrire ai ragazzi gli strumenti per orientarsi in una società che pretende da tutti prestazioni continue e successo.

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