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Lifestyle 2 min di lettura1 ora fa

Terrazzi verdi, il dettaglio che cambia la vita in città

Il nuovo manuale di Barbara Perini e Luca Ciliani spiega come trasformare balconi e terrazzi in spazi vivibili, sostenibili e coerenti con il contesto urbano.

Anche un semplice vaso di aromatiche può diventare una risorsa per gli insetti impollinatori, mentre una porzione di superficie vegetata contribuisce a contenere il calore e a migliorare l’aria. La sostenibilità urbana, secondo Barbara Perini, non dipende soltanto dalle grandi opere: nasce anche dalla somma di molte scelte quotidiane adottate da singoli cittadini.

Il cambiamento climatico ha inoltre reso più importante la possibilità di utilizzare gli spazi esterni durante periodi sempre più ampi dell’anno. Un terrazzo curato può così offrire benessere a chi lo abita e, nello stesso tempo, produrre effetti positivi sull’ambiente circostante.

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Anche il terrazzo ha un’identità

La progettazione deve partire dal rapporto con il luogo. Esistono infatti condizioni che cambiano sensibilmente il risultato: l’esposizione al sole, la posizione geografica, il clima della città e i fattori locali, come la vicinanza al mare o a un lago.

Anche l’altezza dell’abitazione incide sull’organizzazione dello spazio: un terrazzo al sesto piano presenta caratteristiche diverse rispetto a quello di un piano terra. Perini invita quindi a osservare con attenzione il proprio ambiente prima di scegliere piante, materiali e soluzioni, considerando anche il legame visivo con il quartiere e con gli spazi condivisi.


Progettare pensando a chi abita

La disposizione del verde dovrebbe riflettere le abitudini delle persone che vivono nella casa. La presenza di bambini, il tempo disponibile e il livello di esperienza di chi seguirà la manutenzione sono elementi decisivi, così come la funzione assegnata al terrazzo: ricevere ospiti, lavorare all’aperto o ritagliarsi un angolo per il riposo.

Vanno valutati anche ombreggiamento e riservatezza. Tende, pergole, ombrelloni e altre strutture amovibili possono rendere più utilizzabile l’ambiente, mentre la vegetazione permette di schermare ciò che si preferisce non vedere oppure di incorniciare un panorama interessante.

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Verde privato, effetto collettivo

Perini sottolinea che il terrazzo non è una superficie neutra né un semplice prolungamento della casa. «Il terrazzo non è una superficie come le altre: è uno spazio architettonico complesso», afferma la progettista, perché deve essere letto in relazione all’edificio, al clima e alle persone che lo utilizzeranno.

Questa impostazione considera anche la dimensione comune del paesaggio urbano. Balconi e terrazzi contribuiscono infatti all’aspetto della città e possono creare forme di relazione tra vicini: durante la pandemia, ricorda l’autrice, gli affacci domestici sono diventati luoghi attraverso cui mantenere un contatto con gli altri.


Il manuale per scegliere meglio

Da queste considerazioni nasce il «Manuale di progettazione di terrazzi e verde pensile», realizzato da Barbara Perini insieme all’architetto paesaggista Luca Ciliani e pubblicato da Biblion Edizioni con il sottotitolo «Il paesaggio sopra la città».

Il volume si rivolge sia ai professionisti sia ai privati e propone un metodo che va oltre l’acquisto delle piante o la selezione degli arredi. L’obiettivo è aiutare a leggere lo spazio disponibile, investire in modo mirato e costruire un ambiente piacevole da vivere nel tempo, con soluzioni adatte a esigenze e disponibilità economiche differenti.

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