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Lifestyle 3 min di lettura6 ott

Cinquemila anni e sembra moderno: il mistero del Tarkhan Dress

Scollo a V, pieghettatura e una forma studiata per il corpo: il capo egiziano racconta una storia sorprendentemente attuale, oltre alla sua eccezionale antichità.

Scollo a V, pieghe ordinate e una forma pensata per adattarsi al corpo: il Tarkhan Dress dimostra che l'abbigliamento, già oltre cinque millenni fa, non aveva soltanto una funzione pratica. Quel lino lavorato suggerisce attenzione all'aspetto, alla vestibilità e persino al modo in cui il capo avrebbe accompagnato i movimenti di chi lo portava.

La sua età aggiunge meraviglia a una storia già singolare, ma non ne esaurisce il significato. L'idea di trasformare un tessuto in un oggetto utile e al tempo stesso curato nei dettagli era dunque presente molto prima della nascita della moda nel senso moderno del termine.


Un abito antico dall’aspetto attuale

Il capo è composto da tre parti di lino lavorato a mano. Il tessuto conserva una sottile banda grigio chiaro e mostra, nella zona del busto e delle maniche, numerose pieghe ravvicinate che producono un effetto simile alla pieghettatura contemporanea.

La parte inferiore non è arrivata fino a noi, perciò non è possibile stabilire quanto fosse lungo l'abito. Restano invece riconoscibili lo scollo a V e una struttura tutt'altro che rudimentale, progettata per seguire la figura invece di limitarsi a coprirla.


Il mistero di chi lo indossò

Le misure contenute hanno portato a ipotizzare che il vestito appartenesse a un'adolescente oppure a una donna di corporatura molto minuta. Il suo nome, tuttavia, è destinato a rimanere sconosciuto.

Alcuni segni presenti sul lino raccontano però qualcosa della sua esperienza. Le pieghe concentrate all'altezza dei gomiti e delle ascelle fanno pensare che il Tarkhan Dress sia stato utilizzato davvero, e non deposto nella tomba ancora nuovo.


Il ritrovamento rimase incompleto

Quando fu recuperato, il capo si trovava al rovescio. Rosalind Hall, la studiosa che ne riconobbe il valore negli anni Settanta, ritenne possibile che fosse rimasto in quella posizione dopo essere stato sfilato dalla testa: un gesto quotidiano, compiuto in un'epoca lontanissima.

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Il tessuto era stato rinvenuto nel 1913 dall'archeologo Flinders Petrie, nel sito di Tarkhan, a sud del Cairo. Proveniva da una tomba saccheggiata nell'antichità e finì insieme a molti altri reperti di lino, senza che nessuno identificasse subito la sagoma di un abito.


La scoperta arrivò nel 1977

Per decenni il materiale restò conservato tra frammenti e altri tessuti. Soltanto nel 1977 Rosalind Hall, allora assistente curatrice del Petrie Museum, riaprì il caso e fece trasferire i reperti al laboratorio di conservazione tessile del Victoria & Albert Museum.

Durante la pulitura, la conservatrice Sheila Landi riuscì a separare dalla terra e dalle pieghe la struttura del vestito. Quello che per 64 anni era sembrato un insieme indistinto di lino rivelò così la parte superiore di un indumento confezionato.


La datazione risolta con un campione minimo

Rimaneva da chiarire l'epoca di produzione. Per molto tempo un esame avrebbe richiesto la distruzione di una porzione troppo preziosa del reperto; nel 2015, però, la Oxford Radiocarbon Accelerator Unit poté analizzarne appena 2,24 milligrammi.

La misurazione ha collocato il lino, con una probabilità del 95%, nell'intervallo compreso tra il 3482 e il 3102 a.C. Il risultato lascia aperta anche la possibilità che il capo preceda la Prima Dinastia egizia, motivo per cui il Tarkhan Dress è considerato il più antico indumento tessuto conosciuto al mondo.

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