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Lifestyle 2 min di lettura13 ott

Cinisello, il neonato nel sacchetto: il gesto che gli ha salvato la vita

Sandra, 58 anni, ha visto muoversi un sacco sotto un albero e ha dato l’allarme: il piccolo, trovato ancora con la placenta, è ricoverato al Niguarda

Pochi minuti in più avrebbero potuto trasformare il ritrovamento in una tragedia. Il neonato era stato chiuso dentro un sacchetto della spesa, avvolto in un lenzuolo sporco di sangue e lasciato sotto le fronde di un albero, in una zona poco frequentata di Cinisello Balsamo. A notare quel fagotto è stata Sandra, 58 anni, durante una passeggiata con la sua cagnolina.

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Il piccolo resta sotto osservazione

Il bambino è stato trasferito all’ospedale Niguarda di Milano e ricoverato nel reparto di terapia intensiva neonatale. Le sue condizioni sono buone, ma i medici hanno previsto un periodo di controllo di circa quindici giorni.

Sandra ha seguito a distanza l’arrivo dei soccorsi con apprensione. «Speravo proprio che ce la facesse. Sono contenta di averlo trovato», ha raccontato, spiegando che il pensiero di quel bambino continua a tornare nella sua mente.


La scoperta grazie al movimento

L’episodio è avvenuto intorno alle 16, tra via Monte Ortigara e via Pasubio, dietro una fermata dell’autobus. Sandra stava rientrando a casa quando la cagnolina si è avvicinata al sacchetto per annusarlo; il movimento dell’animale ha attirato la sua attenzione e le ha fatto notare che anche il fagotto si muoveva.

La donna ha sciolto i due nodi e ha sollevato il primo involucro. Sotto ha trovato un lenzuolo insanguinato e, aprendolo, ha visto la testa del neonato, che ha subito iniziato a piangere. Il piccolo pesava circa quattro chili e aveva ancora la placenta attaccata. «Io l’ho aperto solo perché ho visto che si muoveva, altrimenti non me ne sarei accorta», ha spiegato Sandra.

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L’allarme e i primi soccorsi

La 58enne non aveva il telefono con sé. Per questo ha chiesto aiuto a un’altra donna, arrivata nei pressi dell’albero con il proprio cane. Insieme hanno chiamato il 112 e hanno ricevuto dagli operatori le istruzioni da seguire fino all’arrivo dell’ambulanza e della polizia.

La priorità era evitare che il neonato perdesse calore. L’altra passante si è tolta la felpa e l’ha usata per coprirlo, mentre Sandra cercava di seguire le indicazioni ricevute. La quantità di sangue e le condizioni in cui il bambino era stato lasciato hanno colpito profondamente entrambe.


Un ritrovamento che lascia il segno

Sandra non ha visto persone sospette nei dintorni. Prima dell’intervento dei soccorritori c’erano soltanto alcuni passanti e anziani; dopo che la notizia si è diffusa, invece, la zona si è riempita di curiosi. La donna ritiene che il sacchetto fosse stato sistemato in modo da rendere difficile l’individuazione del bambino.

L’esperienza ha avuto conseguenze anche sul suo stato d’animo. «Non sto tanto bene, in verità, sono provata», ha detto, ricordando il sangue, il lenzuolo e la consapevolezza di trovarsi davanti a un bambino appena nato. A darle sollievo resta il fatto che la cagnolina, attirata da quel punto, abbia fatto emergere un movimento che altrimenti sarebbe potuto passare inosservato.

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