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Chiara Caselli, il figlio cresciuto da sola oggi è indipendente

L’attrice parla di teatro, fotografia, maternità e del ritorno alla regia dopo il film Nina Roza

Chiara Caselli ha cresciuto da sola il figlio Teo, avuto dallo scrittore Carlo Pizzati. Oggi il ragazzo ha 22 anni e l’attrice lo descrive come una persona forte, autonoma e curiosa.

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Il nuovo spettacolo a Napoli

In questi giorni Caselli è impegnata nelle prove di Freetime, opera teatrale firmata da Gian Maria Cervo e dai fratelli Presnyakov. La regia è di Piotr Cholodzinski e il debutto è fissato per il 6 novembre al Teatro Politeama di Napoli.

Nel testo interpreta una ricercatrice di fisica quantistica che, per sostenere il figlio adolescente, investe i propri risparmi in un negozio di giocattoli a Bruxelles. Quando l’attività fallisce, la donna sceglie di entrare nel traffico di cocaina. «Mi sto divertendo da morire», ha raccontato Caselli parlando del personaggio e della storia.

L’attrice è anche nel cast di Nina Roza, film scritto e diretto da Geneviève Dulude-De Celles, già premiata alla Berlinale con l’Orso d’argento per la sceneggiatura. La pellicola, presentata alla Festa del cinema di Roma, è attualmente nelle sale ed è stata selezionata dal Canada come candidata agli Oscar 2027.


Nina Roza e il ritorno alla regia

In Nina Roza Caselli veste i panni di una gallerista italiana interessata alle opere realizzate da una bambina prodigio in Bulgaria. Per controllare l’autenticità dei quadri incarica un esperto, emigrato in Canada molti anni prima, di tornare nel Paese d’origine.

Secondo l’attrice, il film racconta i cambiamenti interiori del protagonista senza spiegazioni psicologiche insistite. Caselli ha inoltre apprezzato una narrazione costruita sull’attesa e sui pensieri, lontana dai ritmi basati soltanto sull’azione: «Dentro di noi le cose accadono anche se siamo fermi, seduti al bar davanti a un caffè».

Dopo il cortometraggio Molly Bloom, presentato al festival di Venezia nel 2016, l’attrice sta valutando concretamente di tornare dietro la macchina da presa. Ha spiegato che il desiderio di dirigere è tornato a crescere e sta prendendo una forma più precisa.

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Fotografia, famiglia e Bologna

La passione per la fotografia è nata quando era bambina, grazie a una vecchia Olympus ricevuta dal padre. A Bologna, dove viveva, portava le pellicole a sviluppare dall’ottico del quartiere e fotografava oggetti quotidiani, animali e familiari. Le prime esposizioni arrivarono intorno al 2008-2009, quando un’amica pittrice le chiese di documentare il proprio lavoro.

Caselli ha parlato anche della maternità e delle difficoltà affrontate senza un compagno al suo fianco: «Essere una madre single è molto più faticoso, dal punto di vista del tempo, dei costi». La fatica, ha aggiunto, è compensata dalla soddisfazione per il figlio che è diventato.

L’attrice ha ricordato un’educazione familiare severa, nella quale ai figli furono inizialmente negati sia i fumetti di Topolino sia la possibilità di frequentare il liceo artistico. I genitori preferirono per lei il liceo scientifico, ma le visite ai musei e l’amore per i libri hanno contribuito a formare il suo sguardo artistico.


Il lavoro con Pupi Avati

Caselli ha appena terminato le riprese di Gotico padano, serie televisiva diretta da Pupi Avati e ambientata nel secondo dopoguerra nei dintorni di Comacchio. Nella produzione, attesa sulla Rai nel 2027, interpreta una perpetua dal carattere ambiguo.

Per l’attrice si tratta della quarta collaborazione con Avati, un rapporto professionale che le ha restituito il piacere di recitare dopo un periodo in cui quella motivazione si era indebolita. Pur essendo legata a Bologna, Caselli ha lasciato la città intorno ai 19-20 anni e da poco ha cambiato casa dopo 26 anni trascorsi vicino all’orto botanico di Roma.

Non pensa di rientrare stabilmente a Bologna, ma vorrebbe lasciare proprio nell’orto botanico un segno personale. La sua idea è far installare una panchina con una targhetta, come quelle donate in memoria di una persona scomparsa.

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